Adesione e partecipazione alla manifestazione delle CGIL regionale
Adesione e partecipazione alla manifestazione delle CGIL regionale
La Rete per i Diritti di Cittadinanza del FVG chiede più servizi pubblici e welfare per tutti
Comunicato stampa del 22 luglio 2011

La Rete per i Diritti di Cittadinanza FVG parteciperà alla manifestazione di protesta a Trieste, sotto il Consiglio regionale, martedì 26/7, in concomitanza con l’avvio della discussione sulle variazioni di bilancio.

I soldi delle tasse e dei tributi dei cittadini italiani e stranieri residenti in regione vanno ripartiti in modo solidale e equo per i servizi pubblici essenziali, non per i privilegi di pochi; le leggi discriminatorie devono essere abrogate; ai tagli a sanità ed assistenza bisogna dire basta ed esigere invece che queste voci siano adeguatamente finanziate evitando sprechi. L'Amministrazione regionale applica, ora, gli iniqui ticket sanitari imposti dal Governo, mentre potrebbe fare come il Veneto che li ha sospesi. Però “annuncia” opposizione formale al provvedimento del Governo, intanto i cittadini pagheranno e i più deboli ne subiranno le maggiori conseguenze. Non copre nemmeno la grave carenza di personale in campo sanitario, mettendo a rischio tanti presidi pubblici, né destina il nuovo “tesoretto regionale” per l’assistenza domiciliare.

La Rete per i Diritti di Cittadinanza del FVG lancia una vibrante denuncia contro tutta la Giunta ed i partiti di maggioranza per l'atteggiamento dilazionatorio nel ripristino della legalità nell'accesso al welfare.

Pareri contrari dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziali), giudizi negativi del Governo, diverse sentenze di Tribunale e della Corte Costituzionale, richieste di chiarimenti della Commissione Europea e l'imminente messa in mora da parte dell'UE, impongono l'abrogazione delle norme discriminatorie. Invece di eliminarle, la Giunta PDL-Lega-Udc (nel disegno di legge di modifica dell’accesso al welfare appena presentato) persevera includendovi ora il criterio illegittimo di due anni di residenza in Regione. Criterio discriminante anche nei confronti di cittadini italiani “immigrati” da altre regioni italiane o cittadini comunitari o extra comunitari: tutto ciò comporterà nuove vertenze tra Stato e Unione Europea e il conseguente pagamento anche delle sanzioni comunitarie.

Inoltre la Rete per i Dritti di Cittadinanza del FVG auspica fortemente che venga ripristinata la legge sul welfare quo ante la Legge regionale 31 marzo 2006, n. 6, abrogata con uno dei primi atti di questa legislatura (evitando la procedure di infrazione dalla UE) ed invita tutte le Amministrazioni comunali a continuare a disapplicare le norme discriminatorie – così come indicato da ANCI regionale - anche nella prossima edizione per evitare, in caso di impugnazione, sentenze a loro sfavorevoli, con conseguenti ricadute economiche negative. Intanto la Rete continuerà a sostenere il ricorso all'Autorità Giudiziaria in tutti i casi di discriminazione subita da migranti e non in coordinamento con altre associazioni e i sindacati.

per la “Rete Diritti di Cittadinanza FVG “
Di Piazza don Pierluigi, Mariolina Meiorin, Michele Negro, Gianfranco Schiavone e Paolo Tubaro

c/o Centro di accoglienza E. Balducci, Zugliano (Ud), 22 luglio 2011 - retedirittifvg@gmail.com


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