«La nostra regione luogo di discriminazione»
«La nostra regione luogo di discriminazione»
La Rete dei diritti Fvg protesta per la legge Narduzzi
ZUGLIANO - 7/10/09

La Rete diritti di cittadinanza del Fvg esprime il proprio sconcerto per la promulgazione, da parte del Consiglio regionale della cosiddetta proposta di legge Narduzzi ed altri, pur modificata rispetto al testo originario. La legge regionale appena approvata subordina l'accesso a gran parte dei servizi e delle prestazioni assistenziali previste dalle normative regionali al requisito della presenza in Italia da almeno otto anni e alla residenza in regione da almeno un anno. La norma uscita dal Consiglio regionale è sensibilmente diversa dalla proposta iniziale, veramente inaudita, che prevedeva il requisito di almeno quindi anni di presenza in Friuli Venezia Giulia e che avrebbe colpito indistintamente italiani e stranieri. Nella versione finale la disposizione approvata colpisce deliberatamente solo i cittadini stranieri, comunitari e non comunitari, regolarmente soggiornanti, e introduce delle condizioni e trattamenti palesemente discriminatori verso gli stranieri, in contrasto con le norme di diritto interno, con le normative comunitari ed internazionali.

Quale società? Ci chiediamo con profonda preoccupazione quale idea di società sta alla base di proposte di legge, ed oggi in regione persino di norme, che esplicitamente negano l'uguaglianza tra persone che vivono, lavorano, pagano le tasse e contribuiscono alla ricchezza materiale, sociale e culturale di un territorio. Ai cittadini stranieri oggi vengono chiesti uguali doveri rispetto agli italiani, ma non vengono riconosciuti uguali diritti. Essi debbono pagare le tasse, ma senza potere usufruire di quei medesimi servizi pubblici che essi stessi contribuiscono in modo rilevante a finanziare (è noto – dati della banca d'Italia- che circa il 10% della ricchezza nazionale è prodotto da stranieri e che l'economia italiana avrebbe un tracollo senza la loro presenza). Ci chiediamo di quante decine di milioni aumenterebbero le annunciate minori entrate regionali se, ad esempio, i cittadini stranieri, per gli anni di esclusione da ogni sostegno sociale, non contribuissero più con le loro tasse al bilancio di Regione e Comuni ?

Legge antidemocratica. La visione della società che sta alla base della legge appena approvata dalla Regione, unico caso del genere in Italia, è totalmente lontana dall'ordinamento democratico e costituzionale e punta alla creazione di una società disgregata, che rinnega i valori della coesione, della equità e della solidarietà. La iniziale proposta, per il momento solo accantonata, di stabilire un generale limite di 15 anni di presenza nel territorio regionale per l'accesso ai servizi non è quindi ideologicamente molto diversa da quella, appena più mitigata, espressa nella legge appena approvata. Inizitive. La Rete diritti di cittadinanza del Fvg attuerà ogni iniziativa sociale, culturale e politica utile per diffondere tra la popolazione della Regione la consapevolezza della estrema gravità della situazione che si è prodotta e agirà altresì sostenendo le opportune iniziative legali, sul piano del diritto interno e comunitario, affinchè quanto prima le norme appena approvate vengano disapplicate e cancellate in quanto illegittime.

Per la Rete Diritti di cittadinanza FVG

Pierluigi Di Piazza, Irma Guzman, Mauro Marra, Gianfranco Schiavone,Michele Negro, Annalisa Comuzzi, Mariolina Meiorin

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