14^ VIA CRUCIS PORDENONE - BASE USAF DI AVIANO
14^ VIA CRUCIS PORDENONE - BASE USAF DI AVIANO
PORDENONE - BASE USAF DI AVIANO - Domenica 21 marzo 2010 dalle ore 13.30

Un pullman partirà dalla piazza di Zugliano alle 12.15 per Pordenone. Dopo la marcia rientro da Aviano in serata.
Per prenotazioni Segreteria del Centro Balducci

Ci siamo interrogati se riproporre anche quest’anno questo cammino particolare da Pordenone ad Aviano. Solito rituale, soliti gesti, solite preghiere e solite persone, magari un po’ meno? Potrebbe essere. Tanto la base militare con le bombe atomiche rimane con consenso generalizzato della popolazione, tanto i più poveri e precari (definiti per comodità clandestini) devono andarsene comunque “secondo legge”…Per le prossime Rosarno, un po’ di rumore, ma poi scandalo scaccia scandalo in un degrado istituzionale senza limiti... Il potere, tanto della Chiesa quanto dello Stato, si tiene e si consolida con patto di mutuo soccorso. Una Chiesa che perde credibilità a pezzi specie con i più giovani...

Vorremmo condividere una preghiera così viva e attualizzata da arrivare al profondo dello spirito; vorremmo porre un segno che parli e interroghi ciascuna e ciascuno di noi.
Il Crocifisso in quest’ultimo periodo ha goduto di particolare attualità; proposto e offerto gratis nelle piazze come segno identitario per affermare la cultura e la tradizione cattolico-cristiana in contrapposizione ad altre culture e religioni. Crediamo sia importante per tutti ristabilire il legame vitale tra il simbolo della Croce e la realtà umana cui esso fa riferimento. Il Risorto, il Vivente, Colui che è stato crocifisso è presente in tutte le persone e in tutte le situazioni dove anche oggi si perpetua la testimonianza dell’amore, del perdono, della vita anche dentro le situazioni di violenza, sopraffazione, ingiustizia.

Per noi camminare con la croce significa ricomprendere la forza e la novità di Gesù, capace di essere libero di amare sempre fin dentro la totale costrizione della morte ingiusta e violenta. Gesù ha aperto per tutti noi una verità sconvolgente: dove l’uomo scrive l’ennesima drammatica pagina dell’eliminazione del giusto, Dio rivela l’originalità e il “senza limiti” del suo amore fedele. Gesù apre anche a ciascuno di noi la possibilità umana di voler bene senza limiti e senza confini. Per questo con gioia ci rivolgiamo a tutte e a tutti per condividere questa grande fiducia di Dio.
Viviamo un tempo di stanchezza generalizzata, incapaci di indignarci e di reagire. Con la crisi che è più grave di quello che si vuoi fare apparire, corriamo tutti il rischio di rassegnarci e assuefarci a un clima di indifferenza, preoccupati solamente della nostra situazione e dei nostri interessi.

La Via Crucis da Pordenone ad Aviano quest’anno ci invita a percorrere la strada per:

  1. Ritrovare il senso del nostro vivere quotidiano aprendo il cuore e facendoci carico dell’ accoglienza e della condivisione con i più poveri. La crisi in atto ha aperto uno squarcio e chiunque può finire da un momento all’altro nel girone della povertà. E quel che è peggio veniamo raggiunti ogni giorno da messaggi xenofobi che rafforzano i pregiudizi. Siamo spinti a individuare nei più poveri, in particolare gli immigrati, la causa della crisi e della nostra insicurezza. Sono loro invece che portano il peso della crisi e ci chiedono di guardare anche alle condizioni del resto dell’umanità. Vogliamo un futuro di convivenza o di scontro? Davvero rifiutare e trattare male altre persone ci rende soddisfatti e contenti? Non abbiamo alternative alla convivenza basata sul rispetto della dignità e del diritto di ogni persona e in qualsiasi situazione. Per questo vogliamo impegnarci perché anche le leggi dello Stato siano veramente uguali per tutti, senza discriminare e senza rifiutare. Da questo punto di vista non passiamo accettare che una legge finanziaria possa cancellare i diritti fondamentali della persona, come accaduto quest’anno in Friuli Venezia Giulia con l’accesso ai servizi sociali pubblici riservato esclusivamente a “cittadini comunitari residenti in regione da almeno trentasei mesi”.
  2. Aviano può essere assunta a emblema della disuguaglianza e della prepotenza su cui regge il nostro mondo. Aviano è una ferita permanente alla madre terra, costretta a generare morte con le atomiche che custodisce. Ci siamo talmente abituati a questi dati di fatto che pensiamo di ottenere vantaggio anche con la presenza di questa base, facendone il perno della nostra sicurezza economica. Oggi la produzione di armi rimane la prima industria del mondo occidentale e il più grande ostacolo alla distribuzione delle risorse e della possibilità di vita per tutti. Le armi atomiche rimangono uno dei fattori della destabilizzazione mondiale. li prossimo maggio a New York ci sarà la revisione del Trattato di non proliferazione (TNP) delle armi nucleari. C’è bisogno di un’accelerazione per smantellare di fatto le atomiche in tutti gli stati. Assieme a tante altre organizzazioni di tutto il mondo, in particolare con Mayors for peace (Sindaci per la pace) vogliamo portare il nostro contributo di adesione e di pressione per la riuscita di questo importante appuntamento. Sarebbe un primo passo importante per un impegno generale di disarmo. Tutto ciò senza dimenticare le minacce all’ambiente, alla salute e alla vita di tutti insite nella scelta di costruire centrali nucleari sul territorio, espressioni di una logica non dissimile da quella che ha generato il nucleare militare.
  3. Camminiamo con speranza perché, nonostante tutti i nostri limiti, i nostri passi inutili le paure e le stanchezze, i rifiuti e le solitudini, le strade della pace sono segnate dal martirio, dal dono della vita, illuminate e rese belle dal volto di tante sorelle e fratelli. Viviamo la memoria viva e attuale di una moltitudine di donne, uomini, comunità di testimoni, profeti e martiri, li martirio rivela insieme l’iniquità del potere che impoverisce, violenta, uccide e la disponibilità di chi, non senza timore e tremore, denuncia, resiste, propone, vive la giustizia, la pace, l’accoglienza, la condivisione fino a dare la propria vita. Ricordiamo il vescovo Romero ucciso mentre celebrava l’eucarestia il 24 marzo 1980 per vivere assieme a lui la memoria di tutte le persone e le comunità martiri del Pianeta. Li sentiamo come luce, forza e sostegno per il nostro cammino.

Partenza: piazzale Cattedrale S. Marco ore 13.30 
Arrivo: base Usaf di Avian ore 18.00            

Un bus navetta riporterà a Pordenone i conducenti delle varie automobili e chi deve partire con i mezzi pubblici

Informazioni: tel. 0434/578140 - 0432/560699 - 335.5423423

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