Popoli in cammino - Cinema e migranti
Popoli in cammino - Cinema e migranti
Trieste - 11, 18, 25 novembre e 2 dicembre 2010

Giornata di apertura il 18 novembre a Trieste presso il Multicultura di via Valdirivo 30 con il film Clando (Clandestino), girato nel 1996 dal regista camerunense Jean Marie Teno.

Le altre tre proiezioni si terranno sempre a Trieste presso la sede del Centro Regionale F.I.C.C. in Via Masaccio 24 (bus 35) e riguarderanno, nell'ordine, i seguenti film:
Cose di questo mondo di Michael Winterbottom, Emigrantes di Aldo Fabrizi e Pummarò di Michele Placido.

A seguire una sintetica sinossi dei film, con l'indicazione dell'anno di realizzazione e della durata.

Clandestino di Jean Marie Teno (Camerun, 1996, durata 94')
Perseguitato dalla polizia del suo Paese, il Camerun, Sobgui decide di emigrare in Germania per dedicarsi al business dell’esportazione di autovetture. A Colonia Sobgui si innamora di Irene, che lavora per l’assistenza ai rifugiati politici. I ricordi, il passato drammatico della prigione e delle torture lo assilano continuamente. Anche in Europa Sobgui non trova pace e comincia a pensare di ritornare al suo Paese. Il film di Teno è una riflessione profonda su dove e come deve aver luogo la lotta per ottenere migliori condizioni di vita.

Emigrantes di Aldo Fabrizi (Italia, 1948, durata 95')
Finita la guerra, il muratore trasteverino Giuseppe emigra con la famiglia in Argentina. La figlia trova un marito, la moglie s'ammala di nostalgia. Per procurarsi i soldi necessari al viaggio di ritorno, si rompe un braccio sul lavoro, ma lo soccorre anche la solidarietà dei compagni e degli altri lavoratori argentini. È il 1° dei 6 film che Fabrizi diresse tra il '49 e il '57, quello in cui mescola meglio buffo e patetico, commedia e melodramma con qualche eccesso di retorica nella conclusione, ma comunque utile a ricordarci il tempo in cui erano i nostri padri a migrare.

Cose di questo mondo di Michael Winterbottom (GB, 2002, durata 90')
Domiciliati in un campo profughi pakistano a Peshawar, dopo la fine del conflitto in Afghanistan due cugini, con l'aiuto dei parenti, decidono di partire alla ricerca di un futuro migliore. Attraverso Iran, Turchia e Italia i due viaggiano a ritroso lungo quella che un tempo veniva definita 'la via della seta' nascosti nella ribalta di un tir o all'interno di un container, fra minacce e condizioni di vita impossibili. Alla fine riusciranno comunque a raggiungere la destinazione finale del loro viaggio: Londra, in Inghilterra.

Pummarò ( Italia,1990, durata 100') è la prima prova  registica dell’attore Michele Placido, un istant-movie.
Qui l’Italia degli anni Novanta è ulteriormente cambiata. Da paese che fornisce braccia per  l’emigrazione diventa una terra mito per clandestini affamati, dall’Africa, dall’India e dall’Est Europa.E’ un film che delinea il fenomeno dell’immigrazione e che ribalta ruoli e mentalità. Questa non è più storia, ma cronaca  amara e inquietante dei nostri giorni.
ll giovane ghanese Giobbe emigra in Italia sognando di poter raccogliere abbastanza denaro per pagare gli studi del fratello Kwaku. Dopo un po’ di tempo è Kwaku stesso ad imbarcarsi per raggiungerlo. Il giovane, da poco laureatosi, arriva prima nei pressi del casertano, nei campi di lavoro dove il fratello, affettuosamente chiamato da tutti Pummarò, come sono chiamati coloro che lavorano nella raccolta dei pomodori, ha lasciato le ultime tracce. Ma non lo trova perché è sparito nel nulla per sfuggire alla polizia e alla camorra.

A cura della segreteria regionale Federazione Italiana dei Circoli del Cinema Friuli Venezia Giulia ed Istria
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