DOMENICA 15 Maggio 2016 Vangelo Giovanni 14,15-26
15/05/2016
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DOMENICA 15 MAGGIO 2016
Pentecoste: la ricchezza delle diversità
Vangelo di Giovanni 14,15-26

Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro difensore che starà sempre con voi, lo Spirito della verità. Il mondo non lo vede e non lo conosce, perciò non può riceverlo. Voi lo conoscete, perché è con voi e sarà con voi sempre. 18Non vi lascerò orfani, tornerò da voi. Fra poco il mondo non mi vedrà più, ma voi mi vedrete, perché io ho la vita e anche voi vivrete. In quel giorno conoscerete che io vivo unito al Padre, e voi siete uniti a me e io a voi. Chi mi ama veramente, conosce i miei comandamenti e li mette in pratica. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio; anch'io l'amerò e mi farò conoscere a lui. Giuda (non l'Iscariota) gli disse: - Signore, perché vuoi farti conoscere a noi e non al mondo? Gesù rispose:- Se uno mi ama, metterà in pratica la mia parola, e il Padre mio lo amerà. Io verrò da lui con il Padre mio e abiteremo con lui. Chi non mi ama non mette in pratica quello che dico. È la parola che voi udite non viene da me ma dal Padre che mi ha mandato. Vi ho detto Ma il Padre vi manderà nel mio nome un difensore: lo Spirito Santo. Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quel che ho detto.

L'esperienza della Pentecoste è una esigenza permanente per liberarsi da pregiudizi, indifferenze, chiusure, muri, fili spinati, è l'esperienza dello "Spirito di verità", come ci comunica il Vangelo di questa domenica (Vangelo di Giovanni 14,15-26).
Tre racconti della Bibbia possono favorire la nostra comprensione sia sul rifiuto dello Spirito di verità, sia sulla sua presenza e azione e sulle conseguenze positive.
L'uomo e la donna originali rompono l'armonia e la comunicazione fra loro e con Dio perché pretendono di diventare come lui, la violenza fratricida entra nella storia per motivi di competizione, di volontà di supremazia: per questo Caino uccide suo fratello Abele. Un gruppo di uomini conquista il potere su una città e assume un dominio ed un controllo totali; le persone vivono nella paura; gran parte è succube, una minoranza si oppone; ci sono i resistenti, i collaborazionisti, i delatori, coloro che comunque cercano qualche vantaggio. Che il potere di questo gruppo pretenda di essere assoluto lo si può dedurre anche dalla torre altissima fatta da loro costruire con mattoni essiccati al sole: una sfida a qualsiasi riferimento nell’ulteriorità, anzi una sua negazione.
La conseguenza è la "Babele delle lingue": quando infatti manca un progetto comune a cui ciascuno può contribuire con la propria diversità si sperimenta l'incomprensione che prima di essere linguistica segna negativamente le relazioni perché costruisce indifferenza, competizione, separazione, esclusione.
Al potere non sta a cuore il bene comune ma unicamente il proprio vantaggio e questo divide, non unisce le persone. L'esperienza della Pentecoste, dello Spirito di Dio nella prima comunità cristiana è narrata dagli Atti degli Apostoli. A Gerusalemme sono presenti persone di diversa provenienza, cultura, spiritualità, lingua. Tutte riescono a comprendere l'annuncio del Vangelo da parte degli Apostoli; non si tratta di una impossibile conoscenza di lingue diverse, bensì della sintonia profonda del cuore, della coscienza e della mente sulle dimensioni fondamentali della vita, prima di tutte quella dell'amore.
C'è infatti un linguaggio che precede quello verbale ed è quello della autentica umanità: un gesto di vicinanza, di accoglienza, di aiuto è comprensibile in ogni luogo del pianeta.
L'indispensabile esperienza dello Spirito di verità diventa liberazione da localismi settarismi, da presunzione di superiorità, dalla uniformità, dal conformismo, da identità, culture, fedi religiose chiuse e diventa sostegno all'apertura, all'incontro, al dialogo, all'arricchimento nella reciprocità, all'attenzione alle diversità e alle loro ricchezze.
Viviamo un tempo storico nel quale stiamo sperimentando le fatiche e le ricchezze della convivenza tra diversità, esperienze positive di accoglienza e muri e fili spinati di rifiuto, avvicinabili alla torre di Babele.
Lo Spirito di verità ci educa costantemente l'attenzione ad ogni persona, comunità e Popolo, a quello che esprimono; la verifica per tutti è che le diverse manifestazioni umane, culturali e religiose tendano a costruire il bene comune, l'umanità in cui ciascuno si senta accolto è significativo.


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