Giovedì 1 gennaio 2015 - Vangelo Luca 2, 16-21
01/01/2015

1 gennaio 2015
GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 
Non più schiavi, ma fratelli
Vangelo Luca 2, 16-21

Giunsero in fretta a Betlemme e là trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che dormiva nella mangiatoia. Dopo averlo visto, dissero in giro ciò che avevano sentito di questo bambino. Tutti quelli che ascoltarono i pastori si meravigliarono delle cose che essi raccontavano. Maria, da parte sua, custodiva gelosamente il ricordo di tutti questi fatti, e li meditava dentro di sé. I pastori, sulla via del ritorno, lodavano Dio e lo ringraziavano per quello che avevano sentito e visto, perché tutto era avvenuto come l’angelo aveva loro detto. Passati otto giorni, venne il tempo di compiere il rito della circoncisione del bambino. Gli fu messo nome Gesù, come aveva detto l’angelo ancor prima che fosse concepito nel grembo di sua madre.

Il primo giorno dell’anno 2015 siamo coinvolti in una riflessione sul tempo che trascorre, che ci viene incontro, che si propone a noi come possibilità di vita. Gli indios di America latina dicono spesso: “Se Dio vuole” e ancora  “se Dio ci preserva la vita”, come a richiamarci che il tempo è un dono, una possibilità da vivere con responsabilità, da riempire di significati positivi, di parole e di gesti, di scelte che contribuiscono ad una umanità più umana. Padre Ernesto Balducci ci ha insegnato che c’è il tempo dell’essere e il tempo dell’esistere, il primo riguarda le dimensioni più profonde dell’essere; il secondo, quello dell’esistere, riguarda l’organizzazione della vita nostra, insieme a quella degli altri. È fondamentale che il tempo dell’esistere sia in stretto rapporto, magari in sintonia, con quello dell’esistere, perché non ci si trovi in un fare e in una società senz’anima, senza spirito, priva di profondità. 
A questo ci invita il Vangelo (Luca 2, 16-21) con l’esempio degli atteggiamenti di Maria e dei pastori. Il primo giorno dell’anno è dedicato alla pace. Il contenuto del messaggio di papa Francesco per quest’anno è questo: “non più schiavi, ma fratelli”, con la denuncia di ogni forma di schiavitù, l’impegno a considerare ogni persona nella sua dignità, mai riducile a oggetto, in una delle tante forme di schiavitù presenti nella nostra società e su tutto il Pianeta.


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