DOMENICA 17 Luglio 2016 Vangelo Luca 10,38-42
17/07/2016
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DOMENICA 17 LUGLIO 2016
Riflettere per operare umanamente
Vangelo di Luca 10,38-42

Mentre era in cammino con i suoi discepoli Gesù entrò in un villaggio e una donna, che si chiamava Marta, lo ospitò in casa sua. Marta si mise subito a preparare per loro, ed era molto affaccendata. Sua sorella invece, che si chiamava Maria, si era seduta ai piedi del Signore e stava ad ascoltare quel che diceva. Allora Marta si fece avanti e disse: 
“Signore, non vedi che mia sorella mi ha lasciata da sola a servire? Dille di aiutarmi!”
Ma il Signore le rispose:
“Marta, Marta, tu ti affanni e ti preoccupi di troppe cose! Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore e nessuno gliela porterà via”..

Dopo le recenti elezioni amministrative, alcune persone impegnate in politica hanno commentato gli esiti negativi riconoscendo un mancato rapporto con le persone, i gruppi, le associazioni che vivono nei territori riproponendosi di ristabilirlo e di dedicarsi a questo. Pare incredibile perché questa riconosciuta mancanza riguarda non la strategia, non le decisioni per questa o quest’altra questione, ma il senso stesso dello stare in politica, dell’azione politica. 
Dopo l’esito del referendum in Gran Bretagna, ugualmente persone con ruoli da leader, da ministri affermano che d’ora in poi sarà veramente importante parlare meno di banche e di misure restrittive, ma molto di più e con insistenza non solo verbale, ma soprattutto operativa di questioni sociali. E ci si chiede legittimamente: ma coloro che si esprimono in questo modo non sono da tempo nelle stanze delle discussioni e di quelle decisioni che ora giudicano improprie e inadeguate? Dall’altra parte degli schieramenti si fanno strada i populismi, le parole gridate che interpretano e alimentano la diffusa emotività irrazionale di fronte a situazioni realmente difficili per tante persone: dalla incertezza esistenziale a quell’economica, alla paura per il futuro, ai timori di fronte a flussi migratori così consistenti, parole gridate che nulla propongono e tanto meno risolvono. 
Pare proprio che in un tempo di così intensa e diffusa complessità il rischio maggiore sia quello della mancanza della riflessione, non sono delle doverose analisi, delle non facili prospettive, delle ardue decisioni, ma proprio della necessità, dell’attitudine, della disponibilità, della pratica del pensare, del riflettere personalmente e insieme come famiglie, comunque nuclei affettivi, associazioni, gruppi, comunità, istituzioni, politica, Chiesa.
Il Vangelo di questa domenica (Luca 10, 38-42) ci invita proprio a considerare l’importanza fondamentale e decisiva dell’interiorità, dell’ascolto, della riflessione come presupposto, sostegno, verifica e rilancio del fare. Gesù a Betania entra nella casa degli amici Maria, Marta e Lazzaro. Marta è affaccendata nei lavori di casa e nella preparazione del pranzo; Maria, invece, si siede ai piedi di Gesù e ascolta le sue parole. La sorella attiva si rivolge al Maestro evidenziando la scorrettezza del comportamento di sua sorella, perlomeno secondo il suo giudizio. “Signore, non vedi che mia sorella mi ha lasciata da sola a servire? Dille di aiutarmi!” Gesù le osserva: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti preoccupi di troppe cose! Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore e nessuno gliela porterà via”. 
Non si tratta di una contrapposizione fra l’ascolto, la riflessione e l’azione, fra il pensare e il fare, ma invece di una sollecitazione alla profondità, alla riflessione perché l’agire possa essere motivato, finalizzato da un progetto e sostenuto da uno spirito, da un’anima; perché non diventi fine a se stesso, motivato solo dall’interesse, dalla competizione, dal successo, da un pragmatismo che può diventare anche cinismo. La profondità e l’idealità non dovrebbero contrapporsi alla concretezza delle decisioni e delle azioni, né queste alle prime. Riflettere e approfondire senza poi operare, può facilmente diventare teorizzazione staccata dalla realtà; così un fare senza motivazioni, finalità, verifiche, rilanci, può facilmente diventare onnicomprensivo, totalizzante, senz’anima, senza umanità. E questo nella vita personale, nelle relazioni, nel volontariato, nella politica, nella Chiesa.

DA DOMENICA 3 LUGLIO A DOMENICA 28 AGOSTO 
CELEBREREMO 
UN’UNICA EUCARESTIA ALLE ORE 9.30



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