DOMENICA 1 Gennaio 2017 Vangelo Luca 2, 16-21
01/01/2017

DOMENICA 1 GENNAIO 2017
Giornata mondiale della pace
“La nonviolenza: stile di una politica per la pace”
Vangelo di Luca 2, 16-21

Giunsero in fretta a Betlemme e là trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia. Dopo averlo visto, fecero sapere ciò che avevano sentito di questo bambino. Tutti quelli che ascoltarono i pastori si meravigliarono di quello che essi raccontavano. Maria, da parte sua, custodiva il ricordo di tutti questi fatti e li meditava dentro di sé. I pastori, sulla via del ritorno, lodavano Dio e lo ringraziavano per quel che avevano sentito e visto, perché tutto era avvenuto come l'angelo aveva loro detto.
Passati otto giorni, venne il tempo di compiere il rito della circoncisione del bambino. Gli fu messo nome Gesù, come aveva detto l'angelo ancor prima che fosse concepito nel grembo di sua madre.

Il primo giorno del nuovo anno 2017 ci sollecita ad una riflessione sul tempo che ci è donato come possibilità di vivere in modo umano per poter diffondere umanità. 
La riflessione di Padre Ernesto Balducci sul tempo dell'essere e sul tempo dell'esistere considera la dimensione dell'essere profondo che vive, ama, soffre, elabora le relazioni e le situazioni della vita con un ritmo diverso dal tempo cronologico, il tempo dell'esistere, cioè dell'organizzazione della vita e della società. 
È importante che ci sia sempre un rapporto profondo fra tempo dell'essere e tempo dell'esistere, fra patrimonio interiore con il suo tempo e quello che si svolge nella successione delle giornate, altrimenti la distanza può rendere il fare un attivismo senz'anima, un operare superficiale senza motivazioni profonde e finalità umane calde e significative. 
Il Vangelo di questa domenica, (Luca 2, 16-21), 1^ giorno dell'anno 2017, racconta gli avvenimenti immediatamente successivi alla nascita di Gesù. L'atteggiamento di Maria, la madre, può diventare di riferimento per noi tutti: “Maria, da parte sua, custodiva gelosamente il ricordo di tutti questi fatti e li meditava dentro di sé”. 
Il silenzio e la riflessione sono un’esigenza di sempre, avvertita in modo particolare in questo periodo di complessità, di paure, di emotività irrazionale di fronte alle provocazioni della storia, tra cui in modo evidente la presenza degli stranieri, le violenze, le guerre, le diverse forme di terrorismo, alle difficoltà economiche per tante persone, il senso di incertezza. 
La pace esige interiorità e riflessione che preparino alla dedizione al l'impegno. Papa Francesco per il primo giorno del l'anno, cinquantesima giornata mondiale della pace, propone a tutta l'umanità una riflessione su “la nonviolenza stile di una politica di pace”. La denuncia riguarda questa “guerra mondiale a pezzi in atto”, la produzione e il commercio delle armi che sottraggono risorse a tante persone in difficoltà e necessità. 
Propone di unire la dimensione personale a quella comunitaria e politica. 
Sollecita a considerare le tante, continue violenze quotidiane in particolare sui bambini, sulle donne, sugli anziani, sulle persone fragili e deboli e quelle su tutti gli esseri viventi. 
Sollecita a convertire il cuore seguendo l'insegnamento di Gesù dell'amore incondizionato verso tutte le persone senza distinzione alcuna. La profondità del nostro essere è chiamata a diventare sensibile, l'attenzione della nostra coscienza ad essere attenta e vigilante, la nostra ragione a guidarci a percorrere strade di umanità in cui si risponde al male con il bene. 
L'importanza dei piccoli gesti della quotidianità che superano l'egoismo, l'indifferenza, le ingiustizie e lo sfruttamento devono unirsi alle decisioni e alle azioni della politica a livello locale e nei diversi ambiti nazionali e mondiali. 
Papa Francesco esorta a seguire il Vangelo delle beatitudini da cui tutte le donne e gli uomini di buona volontà possono trarre ispirazione e possono sentirsi guidati: l'umiltà, la giustizia, la nonviolenza attiva e la costruzione della pace, la misericordia, la sincerità e la coerenza sono dimensioni costitutive della costruzione della Pace, sono universali e per questo guidano tutti a costruire la nuova umanità, pure nelle differenze di cultura e di fedi religiose. La nonviolenza attiva deve diventare uno stile di vita personale e il fondamento culturale ed etico delle decisioni politiche.


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