DOMENICA 19 DICEMBRE 2021 - Vangelo di Luca 1,39-48
19/12/2021

LE DONNE E LA VITA
Vangelo di Luca 1:39-48


39 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il
saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore». 46 Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore 47 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 48 perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Il Vangelo di questa quarta domenica di Avvento (Luca 1, 39 – 48) ci racconta l'incontro di due donne palestinesi: Maria di Nazareth e sua cugina Elisabetta che abita in una località di Giuda. Si può considerare che le donne nelle comunità cristiane potrebbero commentare con maggior sensibilità il significato profondo di questo incontro che può parlare a tante donne nelle diverse situazioni. Si possono subito accostare Maria ed Elisabetta alle donne Palestinesi, quelle di Gaza ad esempio che vivono in una condizione di oppressione e continuano a generare figli nell'amore nel dolore, nella resistenza per la vita, la dignità e la libertà. Insieme alle donne Palestinesi quelle in attesa su tutto il Pianeta anche quelle migranti sui barconi del Mediterraneo e in tante altre simili situazioni. A Maria non mi è stato chiesto di partire, ha intuito dopo l'annuncio dell'Angelo che sua cugina ormai avanti negli anni e considerata impossibilitata a generare ora invece è incinta in modo sorprendente e ha bisogno di aiuto. Don Tonino Bello vescovo profeta e poeta ha scritto pagine illuminanti su Maria E a proposito di questo suo mettersi in viaggio l'ha indicata come" donna del primo passo". Intuisce il bisogno e parte; si può immaginare se ha camminato sempre da sola o con qualcuno per alcuni tratti, se è stata accolta e ospitata, quante sono state le preoccupazioni e le fatiche, qual è la forza interiore e la fede che l'hanno sorretta. Entra in casa della cugina e la saluta." Appena Elisabetta sente il saluto di Maria il bambino sussulta dentro di lei". L'espressione raccoglie le emozioni delle mamme poi anche dei papà e dei fratelli quando il bambino che si sta formando si muove: mistero e concretezza che il Vangelo propone pienamente inserito nella carne dell'umanità. Queste due donne sono in attesa dei loro figli in modo misterioso che non chiede analisi biologiche ma ripropone il mistero, la possibilità che diventino possibili le situazioni che si ritengono impossibili. Maria ha espresso forti dubbi e interrogativi: “Ma come è possibile tutto questo?” E l’Angelo le ha detto:” A Dio niente è impossibile”. Si tratta di un atteggiamento di prospettiva e di fiducia. Quante situazioni sembrerebbero impossibili a cominciare dalla pace, dall'attuazione della dichiarazione universale dei diritti umani? Credere che l'apparente impossibile può diventare possibile contribuisce anche se in modo piccolo a cambiamenti positivi.
 
Elisabetta chiama Maria Benedetta e Beata perché ha creduto" nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto". Credere nell'adempimento significa vivere la fiducia non solo in un momento bensì nella continuità di un progetto a cui contribuire con il proprio apporto.


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AVVISI
Celebriamo l’Eucarestia durante la settimana martedì e giovedì alle ore 8 in chiesa. Alla domenica alle ore 8 e alle 10.30 in Sala Petris.

AL CENTRO BALDUCCI
Venerdì 17 dicembre, ore 20.30: Presentazione del libro di Francesco Comina "Solo contro Hitler. Franz Jägerstätter. Il primato della coscienza ".
Sabato 18 dicembre, ore 16.00: Spettacolo teatrale "L'asino e il bue “-Barabba’s Clown- divertimento assicurato per adulti e bambini. Siamo a Betlemme. È la notte di Natale dell’anno 0 o forse del 2020 o forse di sempre.

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