DOMENICA 15 NOVEMBRE 2009 Vangelo di Marco 13, 24-32
15/11/2009

FRA IL GIA’ E IL  NON ANCORA:
NELL’OGGI PREPARIAMO IL FUTURO
Marco 13,24-32

E un giorno, dopo quelle tribolazioni, il sole si oscurerà, la luna perderà il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo, e le forze del cielo, saranno sconvolti.  Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi, con grande potenza e splendore.  Egli manderà i suoi angeli in ogni direzione fino ai confini del cielo e della terra, e radunerà tutti gli uomini che si è scelti. Dall’albero della vita imparate questa parabola: quando i suoi rami diventano teneri e spuntano le prime foglie, voi capite che l’estate è vicina. Allo stesso modo, quando vedrete succedere queste cose, sappiate che il momento è vicino, e alle porte. In verità vi dico che non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano accadute. Il cielo e la terra passeranno, ma non le mie parole.

Noi tutti viviamo, alle volte con maggiore  altre con minore consapevolezza, il nostro presente  fra la memoria  storica e il futuro, fra il già e non ancora, tra l’oggi, l’ora e il qui e le situazioni che per adesso possiamo solo prefigurare e, per quanto sta in noi, orientare e costruire, dentro alla storia più grande in cui ci troviamo. Gli ideali a cui ci ispiriamo, che ci coinvolgono, che cerchiamo di tradurre nella concretezza delle scelte quotidiane non si realizzano come noi vorremmo, anzi più di qualche volta sono smentiti e disattesi.
Si aspira alla giustizia, per essa ci si impegna e gli impoveriti del mondo aumentano, come pure i poveri della nostra società. Si auspicano la non violenza e la pace e ci si impegna per esse, ma la produzione e il commercio della armi continuano, le guerre non si placano e continuano ad uccidere, a ferire, a distruggere senza nulla risolvere. Si dichiarano continuamente  la pari dignità e diritti umani uguali per ogni persona di questa società e di tutto il Pianeta e poi si riscontrano pregiudizi, discriminazioni, razzismo nei confronti dell’altro diverso, in particolare degli stranieri. E’cresciuta anche per le evidenti conseguenze negative, la coscienza delle problematiche dell’ambiente vitale, ma nel contempo ancora troppe sono le disattenzioni, le usurpazioni, l’inquinamento, le distruzioni.
Si afferma da parte di tante persone l’esigenza di liberarsi dalla competizione, dall’apparenza, dall’ossessione del consumismo, da processi  di disumanità; di porre attenzione alle dimensioni interiori: quella dell’animo, dello spirito, della cultura, del silenzio, della contemplazione, del dialogo profondo e pacato. Si ripresenta spesso in noi interrogativo: quando vedremo il tempo in cui giustizia, pace, accoglienza, relazione rispettosa di tutti gli esseri viventi, dell’intero creato, le dimensioni interiori dell’anima  si affermeranno in modo più riscontrabile, e diffuso? E quali  possono e devono essere il nostro atteggiamento e il nostro impegno per affrettare quel tempo atteso con tanta intensità? In questo ambito di riflessione si può collocare il Vangelo di questa domenica (Marco 13, 24- 32) che con la mediazione dei simboli e del linguaggio apocalittici ci comunica la serietà del tempo presente e delle decisioni che esso ci richiede in preparazione di un futuro umano sognato e auspicato.
Vedere “il Figlio dell’Uomo  venire  sulle nubi con grande potenza e splendore e mandare i suoi  angeli da un confine all’altro del cielo e della terra per radunare  gli uomini che si è scelti” è l’ indicazione di un giorno speciale, rivelativo; per affermarlo si usa appunto un linguaggio e dei simboli delle descrizioni apocalittiche “cioè rivelative”: “in quei giorni dopo quelle tribolazioni, il sole si oscurerà, la luna perderà il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo, e le forze del cielo saranno sconvolte”: non si tratta dell’annuncio di catastrofi nell’eco sistema, ma dell’indicazione di un  tempo speciale, quello che sogniamo, a cui tendiamo. Come guardando l’albero del fico si capisce che l’estate è vicina, così quando si vedono segni come questi, che indicano novità e chiedono interpretazione; Lui il Figlio dell’Uomo è vicino, alle porte: e questo ogni giorno: nei segni dei tempi, nelle persone che incontriamo; il tempo che ci è dato di vivere non deve essere sprecato: in una considerazione generale si riflette sui tempi della vita, cioè come e con quale durata  dedichiamo il tempo: al silenzio , alla contemplazione, alla famiglia, agli amici,al lavoro,alla lettura, alla preghiera, al riposo…Il ritmo  e l’intensità dei tempi della vita riguarda la qualità del nostro vivere e delle nostre relazioni, della nostra società; a noi l’atteggiamento di attenzione, la risposa dell’impegno per preparare nelle scelte dell’oggi il giorno del compimento.

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