«GABBIE E FACCE» - PITTURE 2020-2025

SERATA D’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA

Giovedì 18 settembre 2025 - Sala Petris, ore 20.30
Vernissage della mostra di Tiziano Bravi. 

La mostra sarà visitabile nelle giornate del Convegno
dal 19 al 30 settembre, sabato e domenica esclusi, dalle ore 16.00 alle 18.00

Tiziano Bravi, artista, dialoga con
Giorgio Ganis, architetto e curatore delle sue Mostre
Intermezzi con i poeti: Maurizio Benedetti, Sara Comuzzo, Massimiliano Lancerotto, Manuela Sallustio e Francesco Zorzenon
Suoni di: Corrado Della Libera

Tiziano Bravi è nato a Udine nel 1964. È un artista autodidatta che ha sempre dipinto, fin da ragazzo, spinto dalle pulsioni interiori, secondo la sua particolare sensibilità, prediligendo colori forti, che gli permettono 
di materializzare le sue idee e raccontare criticamente la sua vita: le sue illusioni, le sue speranze, i suoi sogni e le sue denunce verso una società che ritiene ipocrita. Le opere selezionate per questa mostra e già presentate a Trieste nella prestigiosa sede del Palazzo del Consiglio Regionale, realizzate con la tecnica 
dell’acrilico su tela, mettono in risalto non solo i colori, ma anche le parole, che sono una presenza costante in tutti i suoi lavori. Sono quadri che vanno letti, densi e stratificati, pieni di tempo. Attraverso le tele, caratterizzate da un segno vigoroso e istintivo, l’artista racconta l’uomo, indaga sulle persone, perché non ci sono più “volti”, ma solo “facce”. Il volto implica una sfera interiore, è l’espressione di un pensare autonomo e dinamico, mentre le “facce”, rappresentano qualcosa di esterno alla persona, che spesso la nasconde. “Faccia” significa gabbia, ossia chiusura mentale. “Gabbia” vuol dire che le persone, non riuscendo a ragionare con la propria testa, poiché vuota di valori e ideali, soggiogata dai social e dalla pubblicità, pensano collettivamente e dunque sono incapaci di sviluppare decisioni autonome. Le persone si sono dimenticate cosa vuol dire “amore”: non solo tra uomo e donna, ma verso l’umanità in generale, per gli animali e per il nostro meraviglioso pianeta. Sembra che la sofferenza altrui non tocchi più nessuno. Guerre, bambini che muoiono ancora oggi di fame, di sete, di violenza. La cosa principale è apparire per essere sempre più facce (gabbie) e non volti. Le opere esposte sono un invito a riprendere la rotta che questa società ha smarrito, tutti insieme, pensando.

Contatti

  • Piazza della Chiesa, 1 - 33050 Zugliano (Udine)
  • segreteria@centrobalducci.org
  • 0432 560699

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