Giugno Migrante

GIUGNO MIGRANTE 2025 - Il programma

COMUNICATO STAMPA

Centro Balducci, dal 5 giugno

È dal 2001 che, su decisione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 20 giugno viene celebrata la Giornata mondiale del Rifugiato con l’intento di intensificare gli sforzi per prevenire e risolvere i conflitti – che in questo nostro tempo non accennano a diminuire nella loro forza distruttiva – e così contribuire alla pace e alla sicurezza dei rifugiati.

Lo stesso Report 2024 di Fondazione Migrantes rivolto al mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati, presentato solo qualche settimana fa al Centro “Balducci”, metteva in evidenza che, a fronte di una progressiva chiusura delle frontiere, di un innegabile rifiuto dell’accoglienza da parte dei nostri Paesi occidentali e di un patto europeo su migrazione e asilo compromesso al ribasso, a essere sempre più a rischio siano la loro vita, la protezione e i diritti umani, costringendoli – come afferma il sottotitolo del Report stesso – a essere “Popoli in cammino… senza diritto d’asilo”.

Al fine di valorizzare quella Giornata dando maggior risonanza ed efficacia a quell’intento, oltre ad altre proposte di varia natura culturale e di forte valenza sociale vissute nel corso dell’anno, il Centro “Balducci”, dopo la felice esperienza delle due precedenti edizioni, sempre in collaborazione con le Associazioni “Time For Africa” e “Toscani in Friuli Venezia Giulia”, ripropone la rassegna “Giugno Migrante”, ritenuta importante per la possibilità di aiutare chi vi partecipa a mettere a fuoco, al di là di ogni ideologia, la drammatica e sempre attuale vicenda dei migranti che chiedono rifugio all’Europa e alla nostra nazione, mettendosi in ascolto delle loro storie.

Cinque serate estive, dunque, da trascorrere insieme in un mix di buona musica, film e libri di recente uscita, rappresentazioni teatrali e confronti sulle migrazioni. Perché su temi così dirimenti è importante incontrare, conoscere, riflettere e confrontarsi: è importante esserci. Ogni incontro avrà un tema di fondo: dai confini terrestri al Mediterraneo, dai Centri di Permanenza per il Rimpatrio al lavoro dei migranti fino al genocidio che si sta consumando sulla Striscia di Gaza.

Particolare significato quest’anno la celebrazione della Giornata internazionale contro la tortura, il 26 giugno, che avrà come obiettivo un dialogo sui Centri di Permanenza per il Rimpatrio con, tra gli ospiti, anche Marco Cavallo: l’“icona” della lotta etica, sociale, medica e politica a favore della legge sulla chiusura dei manicomi, la cosiddetta Legge “Basaglia” del 1978, dopo aver attraversato gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari d’Italia per denunciare l’ingiustizia e l’inumanità di quei luoghi, oggi va al trotto proprio nei CPR, strutture che, per molti versi, ricordano gli OPG, ma che forse sono ancor più crudeli dal punto di vista umano. Perché qui non ci sono persone che hanno commesso reati, ma uomini e donne il cui unico “errore” è stato cercare una via di fuga dalla fame, dalla guerra, da un destino segnato. Insomma, ancora un viaggio per accendere i riflettori sui diritti negati alle persone.

Ci piace citare da ultima un’affermazione del presidente Sergio Mattarella: «L’umanità che mostreremo nell’accogliere i profughi disperati, l’intelligenza con cui affronteremo i fenomeni migratori, la fermezza con cui combatteremo i trafficanti di esseri umani saranno il modo con il quale mostreremo al mondo la qualità della vita democratica».
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Paolo Iannaccone, presidente del Centro “Balducci”, introdurrà le serate secondo una sperimentata e gradita formula, suddivisa in tre distinti momenti che si terranno in piazza della Chiesa 1, a Zugliano (le serate, a ingresso gratuito, in caso di maltempo si svolgeranno nei locali interni del Centro “Balducci”):
  • alle ore 19.00, nel parco verde del Centro, il concerto dal vivo… perché la musica crea ponti tra le culture…;
  • alle ore 20.00, sotto il porticato, il buffet, momento di convivialità offerto dai volontari del Centro;
  • alle ore 20.30, in Sala “Petris”, la visione del film o dello spettacolo alla presenza di autori, esperti e testimoni, con i quali Flaviano Bosco, docente di Lettere e appassionato di musica e di cinema, si metterà in dialogo.
Di seguito, nel dettaglio, con i relativi ospiti, gli eventi in programma

Giovedì 5 giugno: LAVORO
  • concerto del Mauro Costantini Trio con Simone Serafini al contrabbasso, Mauro Costantini alle tastiere e Umberto Trombetta aka Gandhi alla batteria.
Costantini è un musicista di rara sensibilità capace di emozionare e divertire grazie ad un indubitabile carisma e a un approccio al jazz del tutto non convenzionale. I suoi arrangiamenti e le sue composizioni originali trasformano in blue notes musica popolare, folklorica e perfino religiosa in una versione del gospel tutta nostrana. A fargli da ali due dei più straordinari musicisti del panorama regionale e non solo. Umberto Trombetta aka Gandhi è uno straordinario percussionista di lungo corso che si è guadagnato un posto nella storia del jazz italiano fin dalla sua partecipazione alla storica formazione dell’Enrico Rava Electric five. Innumerevoli le sue collaborazioni e incisioni tra le quali quelle per la ECM di Manfred Eicher. Non è certo da meno Serafini contrabbassista, bassista, compositore, arrangiatore e didatta, assolutamente eclettico, capace di sbalordire per le sue perfette ritmiche jazz unite alla sua autentica anima da bluesman. Nelle sue corde oltre alla didattica in Conservatorio anche la direzione artistica di Biblioteca in Jazz, la piccola/grande rassegna udinese di Time for Africa.

  • film “La storia di Souleymane” (2024, 93’) di Boris Lojkine con protagonista Abou Sangare, miglior attore al 77° Festival di Cannes 2024
Souleymane, un giovane immigrato guineano che lavora come rider a Parigi, è molto teso in vista del colloquio che dovrà sostenere 48 ore dopo presso l’Office Français de Protection des Réfugiés et Apatrides (OFPRA), che ne vaglierà la richiesta d’asilo. Mentre pedala di domicilio in domicilio, Souleymane ripassa continuamente i punti salienti della sua storia, in cui si spaccia per un militante dell’Unione delle Forze Democratiche di Guinea perseguitato politico in patria in seguito al colpo di Stato del 2021. Una storia tra tante, dove ciascuno cerca di avere una possibilità di aver salva la vita e dove il lavoro è spesso sinonimo di sfruttamento.
  • ospiti:
    • Anna Paola Peratoner, consigliera al Comune di Udine e coordinatrice Area Formazione e Progetti di Oikos ETS - Una casa nel mondo, e
    • Abdou Faye, sindacalista della Cgil
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Giovedì 12 giugno: CONFINE
  • concerto di Laura Giavon, voce, Juliana Azevedo, voce, e Sylvie Genovese, chitarra e voce.
Laura Giavon è senza ombra di dubbio una delle voci più interessanti e ricercate del nostro Paese, con una verve unica e d’altri tempi. Ha una formazione classica, ma possiede una vocalità che le permette di spaziare dal canto liturgico alle espressioni folklorike, jazz e d’avanguardia più contemporanee; tra le tante collaborazioni prestigiose spicca quella con Giovanna Marini di cui è stata allieva ed di cui è erede spirituale e artistica. Condivide con lei lo straordinario progetto di canto a cappella Lis Anutis, la portoghese Juliana Azevedo, straordinaria cantante di formazione classica, ma con grande predilezione per il Fado, la musica tradizionale del suo Paese d’origine che associa alla canzone napoletana in un interessante connubio di emozioni speziate. Il trio splende anche grazie alla luce della cantautrice di origini francesi Genovese che per lunghi anni ha affiancato Giovanna Marini nella sua inesausta ricerca sulla canzone popolare. Il trio è decisamente militante e le loro esibizioni hanno un preciso significato politico. Per la serata hanno scelto alcuni brani di lotta e Resistenza.
  • film “Abito di confini. Muoversi dietro le quinte del palcoscenico italiano” (2025, 40’) di Opher Thomson
Una giacca pende da un albero a ovest, jeans da un albero a est. Gli abiti che adornano questi due disparati confini montani sono l’unica cosa che hanno in comune. Pochi hanno visto entrambi. Ma chi l’ha fatto può forse comprendere questo Paese in modi che il resto di noi fatica a cogliere. Il film, costruito con una vertiginosa sequenza di immagini fotografiche, traccia un umile viaggio attraverso terre famose ma poco familiari, dal carso triestino alle montagne della Valsusa, un percorso che non è meta, nemmeno turismo, ma spesso solo sofferto passaggio tra paesaggi in drammatico cambiamento.
Il film, dedicato ad Abdul Almazai, la cui voce si sente nel filmato, e in memoria del valsusino Giorgio Guglielminotti, entrambi amici della ricerca e dell’incontrarsi, vuole rispondere alla domanda: se è chiaro il verbo migrare, con il sostantivo migrante, quando lo si diventa?
  • ospite:
    • Opher Thomson, scrittore, fotografo e regista del film
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Venerdì 20 giugno, nella Giornata mondiale del rifugiato: MEDITERRANEO
  • concerto di Massimo De Mattia al flauto e Denis Biason alla chitarra.
Il flautista di Pordenone è da decenni ai vertici della sperimentazione e della musica d’arte del nostro Paese. La sua musica sa essere astratta ma anche assolutamente concreta, materica e legata ai luoghi ai quali s’ispira e dai quali scaturisce. Attraverso i suoi suoni la musica dimostra di poter essere astrazione pittorica e arte plastica. Colori e suoni s’impastano in un’unica vibrazione che modella lo spazio e scolpisce il tempo. Con il ben noto chitarrista Biason il flautista ha da tempo avviato una feconda collaborazione che esplora sconfinati orizzonti musicali, dal Flamenco al Free Form, dall’improvvisazione pura alla musica cinematografica. La loro musica sa essere dolce e immaginifica così come ruvida e scabra, di certo non lascia indifferenti per i chiaroscuri e le illuminazioni che sa regalare. Sono entrambi musicisti molto attenti al sociale che utilizzano la loro arte per sottolineare ciò che non va nella nostra società con un vero interesse per “Il bene comune”.
  • monologo “Lampedusa Beach” (50’) di Lina Prosa, con Sara Alzetta, attrice formatasi presso le scuole teatrali del Piccolo di Milano e dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma
Scritto nel 2003 e messo in scena a Parigi nel 2013 dalla Comédie-Française, “Lampedusa Beach” è il primo di tre testi che compongono la “Trilogia del naufragio” di Lina Prosa. L’intenso monologo sull’emigrazione clandestina, fa raccontare a Shauba, una giovane africana inghiottita dal mare, la sua esperienza: i sogni e le speranze che l’hanno portata ad affrontare un viaggio lungo e pericoloso per una vita migliore, l’ingiustizia del mondo, ma anche il suo rapporto primordiale con l’acqua, con la sua identità mediterranea. “Il tempo della discesa del corpo negli abissi coincide con il tempo della scrittura”, spiega Lina Prosa. “La parola annegata di Shauba dà vita a un’odissea sott’acqua in cui la fine, l’arrivo al fondo, è un respiro lungo elevato a racconto”.
  • ospiti:
    • una suora operante a Lampedusa nell’ambito del Progetto UISG “Migranti in Sicilia”, e
    • Fabrizio Fasulo del Collettivo Askavusa di Lampedusa (entrambi in videocollegamento da Lampedusa)
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Giovedì 26 giugno, nella Giornata mondiale contro la tortura: CPR
  • concerto di Alessio Velliscig, chitarra e voce, e Giuliano Velliscig, cajon e voce.
Il duo dei fratelli Velliscig unisce una decennale comprovata esperienza in ambito musicale di entrambi che comprende centinaia di concerti, incisioni, spettacoli teatrali, produzioni radiofoniche, letture sceniche, didattica, partecipazioni a festival sia come ospiti, sia come organizzatori. Insieme propongono suggestive esplorazioni nella tradizione rock, blues e folk fino alle soglie della psichedelia e della musica progressiva in una reinterpretazione degli standard del tutto personale, affascinante e mai scontata. Non mancano brani originali sempre godibili grazie al timbro ruvido della voce di Alessio e alle percussioni di Giuliano. Quest’ultimo, oltre ad essere valente musicista, è anche titolare di una delle Case editrici da sempre più combattive contro il revisionismo storico e la falsa coscienza di coloro che hanno creduto possibile barattare la loro libertà e i loro diritti con il cosiddetto quieto vivere.
  • accoglienza di Marco Cavallo, la cui storia e, poi, il suo simbolico viaggio nelle carceri, negli ospedali psichiatrici, nei campi profughi, nelle scuole, negli ospizi e in tutte le istituzioni totali, parla di libertà, e presentazione del suo attuale viaggio nei CPR
  • video-inchiesta vincitrice dell’XI edizione del premio Roberto Morrione “Sulla loro pelle. L’inferno dei CPR” (2022, 20’) dei giornalisti Marika Ikonomu, Alessandro Leone e Simone Manda
L’inchiesta dà voce agli ultimi con equilibrio e forza narrativa attraverso immagini e testimonianze, con maturità professionale e attenzione al linguaggio visivo e narrativo. Un lavoro toccante, di attualità, sempre più necessario, che tiene accesa l’attenzione su un tema, quello dei Centri di Permanenza per i Rimpatri, veri e propri luoghi di detenzione amministrativa di cui si parla sempre troppo poco. Anche se non sono ufficialmente delle carceri, le condizioni di vita e di salute, e le morti avvenute al loro interno hanno portato società civile e associazioni a denunciare ripetutamente violazioni dei diritti umani. L’inchiesta affronta dunque le problematiche di questo sistema: dai rapporti tra i privati gestori e le prefetture, a chi dentro quelle strutture ha perso la propria vita, dando voce al racconto di lavoratori e reclusi.
  • ospiti:
    • Gianfranco Schiavone, presidente di ICS - Consorzio Italiano di Solidarietà e membro dell’ASGI - Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione;
    • per l’Associazione Forum Salute Mentale Aps, Peppe Dell’Acqua, psichiatra che nel 1971 cominciò a lavorare con Franco Basaglia all’Ospedale psichiatrico di Trieste, partecipando al cambiamento e alla chiusura del manicomio, e
    • Daniele Piccione, avvocato costituzionalista
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Lunedì 30 giugno: GENOCIDIO
  • concerto per la pace dei GreenTea inFusion con Franco Fabris, piano Fender Rhodes e Synth, Gianni Iardino, sax alto e soprano, flauto traverso e synth, Piero Liut, basso elettrico e fretless, Maurizio Fabris, percussioni, batteria, Kalimba, cetra e voce.
Un ensemble tra i più creativi della scena musicale regionale, esprime un sound lieto e cristallino ispirato ai momenti migliori del jazz rock e della musica progressiva con l’aggiunta di spezie e colori caraibici. Sono protagonisti di 4 incisioni di musiche originali e di centinaia di concerti in giro per i locali della regione. La loro è una musica d’intrattenimento raffinata, intelligente e divertente. Il piano di Franco Fabris si sposa splendidamente con le melodie flautate di Iardino sostenuti entrambi dall’ottima ritmica di Maurizio Fabris e dal walking bass di Liut. Alla brillantezza delle loro composizioni originali, che li distingue dalla solita proposta di cover pedisseque, coniugano una grande attenzione per i diritti di tutti e per la Verità e la Giustizia.
  • presentazione del libro “Sotto il cielo di Gaza” (Edd. La Meridiana 2025) di Nandino Capovilla e Betta Tusset
Nella tragedia smisurata che sta sconvolgendo il Territorio palestinese occupato, gli autori, rivestendo i panni di “raccoglitori di storie”, si sono messi in ascolto dell’OCHA, voce delle Nazioni Unite, attraverso le conversazioni con un suo funzionario, fonte pura, non inquinata da pregiudizi o da ideologie e testimone di un lungo anno di ingiustizie e sofferenze, ma anche di un’occupazione che attraversa generazioni di palestinesi.

Le conversazioni si sono trasformate poi in storie, memorie e puntualizzazioni giuridiche accompagnate dalle preghiere di Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme.

Sotto il cielo di Gaza e della Palestina intera sopravvivono persone annientate da uno scempio che ha urgenza di essere narrato, pena la disgregazione del comune senso di umanità.

Ignorare il massacro in corso, sia perché si volge lo sguardo altrove sia perché si vive l’ignoranza della questione palestinese, facendola iniziare dal 7 ottobre del 2023, è colpa inescusabile e avrà conseguenze distruttive anche per il nostro presente e futuro.

Per contrastare la “dissolvenza dei volti” delle vittime, come diceva don Tonino Bello, per evitare la cancellazione della loro storia e la discesa nella fossa comune dell’oblio, dove le persone sono conteggiate nel numero dei “danni collaterali”, ma non raccontate nell’unicità della loro esistenza e dignità umana, questo libro ci aiuta a pregare, a riflettere, ad apprendere e a scucire la nostra bocca per dire la verità, pietra angolare di ogni pace.
  • ospiti:
    • Andrea De Domenico, capo OCHA - Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari dell’ONU per i Territori palestinesi occupati (in videocollegamento);
    • Nandino Capovilla, parroco alla Cita, quartiere multiculturale di Marghera, e già coordinatore nazionale di Pax Christi Italia, e
    • Betta Tusset, attiva nel mondo del volontariato sociale e già coordinatrice nella sua città di un progetto d’inclusione sociale, abitativa e lavorativa per persone migranti in situazioni di vulnerabilità; entrambi autori di numerosi testi sul conflitto israelo-palestinese e su storie di donne e uomini alla ricerca di una vita migliore.


Contatti

  • Piazza della Chiesa, 1 - 33050 Zugliano (Udine)
  • segreteria@centrobalducci.org
  • 0432 560699

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