Honduras

Tra le rovine del recente passato e la speranza per il futuro

Non c'è nulla da festeggiare, ma molto da ricordare
Giorgio Trucchi | Opera Mundi / AlbaSud
Reportage sul 4° anniversario del colpo di Stato, pubblicatooriginariamente sul giornale brasiliano Opera Mundi. Non c'è nulla dafesteggiare, ma molto da ricordare, per non dimenticare.

Sono passati quattro anni da quella mattina del 28 giugno 2009, quandoun grosso contingente di soldati ha attaccato, sparando, la residenzadel presidente costituzionale dell'Honduras, Manuel Zelaya Rosales,costringendolo a salire su un aereo e a lasciare il paese in pigiamaverso il vicino Costa Rica, ma facendo prima una "sosta tecnica" aPalmerola, la più grande base militare statunitense nella regionecentroamericana.
Da quel momento, l'Honduras è immerso in una crisi politica, economica,sociale e di sicurezza senza precedenti, con un forte aumento dellapovertà, una crescente militarizzazione della società e unadegenerazione accelerata delle istituzioni e dei poteri dello Stato.
Nel frattempo, i gruppi di potere emergenti e quelli che hannoorchestrato ed eseguito il colpo di stato hanno avviato una lottainterna per riposizionarsi e conquistare spazi in vista delle imminentielezioni del prossimo novembre.
Un processo elettorale che per la prima volta in oltre 100 anni, sicaratterizza per la rottura del bipartitismo classico, la cui crisi èstata accelerata dalla creazione e partecipazione di un movimento dibase ampio e poliedrico e nuova forza politica, le cui radici sonoprofondamente legate alla lotta contro il colpo di Stato.
In questo senso, il popolo honduregno si dibatte tra una crisistrutturale della società, oggi ingigantita degli effetti nefasti cheha portato la rottura dell’ordine costituzionale, e una lotta diresistenza politica e sociale organizzata che alimenta speranze per ilfuturo.
"Sono stati quattro anni segnati dall’approfondirsi della rotturaistituzionale dello Stato, sia in termini di sicurezza, di istruzione,di sanità e servizi di base, come dalla profonda crisi della politica edella giustizia", ha detto a Opera Mundi, sociologo e analista politicoEugenio Sosa.
La violenza e l'impunità
Secondo i dati dell'UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Drogae il Crimine), l'Honduras ha raggiunto nel 2012 il più alto tasso diomicidi nel mondo (86 ogni 100 mila abitanti), ovvero quasi 10 volte lamedia globale di 8,8 omicidi. L'OMS (Organizzazione Mondiale dellaSanità) definisce "epidemia" un valore che supera i 10 omicidi ogni 100mila abitanti.
L'Osservatorio sulla Violenza della Unah (Università nazionale autonomadi Honduras) ha calcolato una media di quasi 20 persone uccise ognigiorno nello stesso anno. Il Pubblico ministero (Pm) riconosce che solo20 dei 100 casi di omicidio sono indagati ed è infinitamente minore èla quantità di casi giudicati e che arrivano ad una condanna.
Lo scorso aprile, il Congresso ha nominato una Commissione d’indaginecon l'obiettivo, tra gli altri, di effettuare una valutazione globaledel Pubblico ministero e di sviluppare e attuare un miglioramento ditutte le sue strutture. In base ai risultati dell’indagine, laCommissione avrebbe potuto assumere, nominare, sostituire, ruotare olicenziare il personale di questo organo dello Stato.
Nonostante la nomina di questa Commissione sia stata criticata eaddirittura considerata illegale per la procedura utilizzata per la suacreazione da parte del Parlamento, i suoi membri non solo continuanocon le indagini, ma hanno anche ottenuto una proroga del mandato, cheera di 60 giorni.
"Nel Paese vige una totale impunità e il sistema giudiziario funzionabene solo per i colpevoli, per coloro che hanno commesso il colpo distato e non per le vittime", ha detto il giornalista e comunicatoresociale Félix Molina.
Secondo lui, in questi quattro anni non ci sono state condanneesemplari che abbiano ridato dignità le vittime. "Non si percepisce lapresenza della giustizia e quando questo accade, la gente fa difficoltàa percepire lo Stato”, ha detto.
Quando si parla di violenza e impunità è emblematico il caso del BajoAguan, al nord-est del paese. Lì, il conflitto agrario che è nato acausa dell’espansione delle monocolture di palma da olio e dellamancanza di accesso alla terra per migliaia di famiglie contadine, halasciato un eredità di almeno 60 contadini uccisi dopo il colpo distato. "Ad oggi, nessuno di questi casi è stato investigato, e nessunodei responsabili è stato assicurato alla giustizia. L’impunità ètotale", ha detto Bertha Oliva, coordinatrice del Cofadeh (Comitato deifamiliari dei detenuti scomparsi in Honduras).
Per due mesi, la Commissione ha indagato qualsiasi atto realizzato daogni membro dell'istituzione e dopo diversi cambiamenti interni,rotazione del personale e mancato rinnovo dei contratti, due settimanefa ha presentato una relazione preliminare al Congresso. In talerelazione i membri della Commissione hanno rilevato le graviirregolarità commesse dalle autorità del Pm e ha intrapreso i primipassi per accusare il Procuratore generale, Luis Rubí, e il sostitutoprocuratore, Roy Urtecho per abuso di potere e violazione dei doveripubblici.
Come immediata conseguenza a questa relazione, la Commissione diSicurezza del Congresso Nazionale ha raccomandato di rimuoveredall'incarico i due funzionari attraverso una procedura di impeachment.Nel suo rapporto preliminare, la Commissione del Congresso prende attoche i funzionari del Pm hanno commesso "gravi violazioni delle lorofunzioni, poteri e doveri", e che non hanno proceduto all’azione penalein diversi casi "causando una grave impunità a discapito dellapopolazione" .
La Commissione ha inoltre raccomandato al Congresso di "avviare ladiscussione di una nuova legge sul Pubblico ministero, che consentaall'istituzione di adempiere le funzioni e i poteri stabiliti dallenormative nazionali." Sotto la forte pressione generata negli ultimimesi, nella notte del 25 giugno, Luis Rubí e Roy Urtecho hannorassegnato le dimissioni.
Tuttavia, l'ex direttrice del Dipartimento degli Affari interni dellaPolizia nazionale, Maria Luisa Borjas, ha assicurato a Opera Mundi chela grave crisi delle istituzioni e di tutti gli organi preposti agarantire e ad amministrare la giustizia è tutt'altro che finita.
Depurazione e rimilitarizzazione
Il livello di violenza e d’impunità nella società honduregna èdirettamente proporzionale al grado di corruzione e all'infiltrazionedella criminalità organizzata e del narcotraffico nelle istituzionidello Stato, tra cui gli organi di pubblica sicurezza.
Di fronte a questa situazione, il presidente Porfirio Lobo, con ilsostegno del Parlamento, dove gode di una larga maggioranza, halanciato un'offensiva contro la criminalità, la corruzione el'impunità. Tuttavia, i risultati sono stati molto scarsi.
Nel giugno dello scorso anno, ha approvato il decreto di emergenza89-2012, per avviare un processo di “epurazione” della polizia, duranteil quale la neonata Diecp (Dipartimento di ricerca e alutazione dellacarriera di polizia) doveva realizzare test completi di affidabilità -tossicologici, psicometrici e socio-economici - ai funzionari dipolizia.
Secondo la testimonianza di fronte al Congresso Nazionale del direttoredel Diecp, Eduardo Villanueva, durante i quasi tredici mesi delprocesso di epurazione sono stati effettuati 774 test, che hannoprodotto 230 richieste di allontanamento che sono state sottoposte alMinistero degli interni. Di esse, 33 sono state convertite in ordini diespulsione, ma solo 7 sono state eseguite, su un totale di quasi 14mila agenti in servizio.
"Come è possibile che gli ufficiali che non hanno passato le prove diaffidabilità non solo non siano stati rimossi dall’incarico, ma cheaddirittura siano stati promossi o continuino a occupare posti dicomando? Di che ‘epurazione’ stiamo parlando quindi?", ha detto Borjas.
Per l’ex commissario, è evidente che si vuol far credere alla gente cheesista davvero l’intenzione di epurare il corpo di polizia, "ma le loroazioni dimostrano il contrario". E cita diversi esempi, tra cui l'exportavoce del Ministero degli interni, Ivan Mejía Velásquez e ildirettore generale della Polizia, Juan Carlos Bonilla Valladares.
Mejía Velásquez ha un mandato di arresto per violazione dei dirittiumani, abuso di autorità e lesioni, mentre Bonilla, soprannominato"Tigre", è stato indagato per aver commesso tre omicidi extragiudiziarie per il suo coinvolgimento in diversi casi di rapimento e sparizioni.Entrambi continueranno a occupare posizioni di rilievo nell'istituzione.
"Avrebbero dovuti sospenderli o perfino arrestarli, invece MejíaVelásquez è stato appena promosso come nuovo direttore della Poliziapreventiva, mentre Bonilla Valladares occupa la carica più altanell’istituzione," ha dichiarato.
Borjas era responsabile del Dipartimento degli Affari interni quando,nel 2002, venne indagato Juan Carlos Bonilla. "Lo stavamo indagando per13 casi di gravi violazioni, tra cui esecuzioni sommarie di giovaniapparentemente membri di bande (pandilleros), ma alla fine riuscimmo apresentare solo un caso al Pm e non ci permisero di continuare ilnostro lavoro”.
L'ex commissario ha riferito a Opera Mundi che è stata rimossadall’incarico nel 2003, dall'allora ministro degli Interni OscarAlvarez. "Hanno smantellato l’apparato logistico, licenziato il miostaff e gli investigatori e alla fine, hanno chiuso l'Unità speciale.Nonostante ciò, l'accusa è rimasta in piedi e il giudice ha emesso unmandato di arresto contro Valladares Bonilla e i suoi tre compagni:Carlos Arnoldo Mejía López, José Ventura Flores Maradiaga e Juan JoséZavala Velasquez ", ha dichiarato.
Adesso, grazie a un’assoluzione derivante da un’accordoextragiudiziario firmato nel 2004 dal ministro Álvarez e dall’allorapresidente della Corte suprema di giustizia, Vilma Morales, i quattroagenti continuano a occupare i più alti gradini della scaña gerarchicadella Polizia "Bonilla Valladares gli serve per fare 'pulizia sociale'nel paese. Ciò dimostra che non vi è un reale interesse nel processo diepurazione, bensí paura di agire o addirittura collusione di politici,funzionari del Pubbico ministero e giudici con atti di delinquenzacomune o con la criminalità organizzata", ha detto Borjas.
Inoltre, questo processo di apparente lotta contro la criminalità el'impunità è stato caratterizzato da una crescente militarizzazione delpaese. "Le forze armate sono sempre più coinvolte in attività dipubblica sicurezza e hanno sempre più potere. Sono state create nuoveunità speciali, corpi d’elite e Task Force congiunte. Non vi è alcundubbio che dietro questo processo di rimilitarizzazione e di cambiocontinuo delle massime autorità degli Interni vi siano gli Stati Unitie il loro progetto egemonico nella regione ", ha detto Eugenio Sosa.
Progetto egemonico
Per l'anno fiscale 2014, gli Stati Uniti prevedono un leggero calo deifinanziamenti per la "guerra alla droga" in Messico e Colombia e unaumento per la Carsi (Iniziativa regionale di sicurezza per l'AmericaCentrale), per la quale il Dipartimento di Stato ha chiesto 162 milionidollari, vale a dire 26 milioni in più rispetto al bilancio del 2012.Anche se non sarà facile conoscere la quantità esatta che verràdirottata verso l’Honduras attraverso diversi canali e programmi, èovvio che il paese godrà di una attenzione privilegiata.
Recentemente, il Congresso Nazionale dell’Honduras ha approvato lacreazione di mille nuovi posti nell’Esercito e di una nuova unitàspeciale della Polizia chiamata Tigres (Toma Integral Gubernamental deRespuesta Especial de Seguridad). "Si vuole aumentare il poteremilitare a discapito della pubblica sicurezza. C'è una chiaraintenzione di ‘chiudere’ la polizia e di lasciare la gestione dellapubblica sicurezza nelle mani dei militari", ha detto il vicepresidentedel Congresso, Marvin Ponce.
Nel 2011, il Pentagono ha aumentato la sua spesa militare nel paese del71% rispetto all'anno precedente. Nonostante la grave crisi economica,politica e sociale che ha caratterizzato l’Honduras dopo il golpe, leripetute accuse di corruzione, violazione dei diritti umani e dicollusione con la criminalità organizzata rivolte alla Polizianazionale e il fallimento del processo di riforma e depurazione, gliStati Uniti continuano a mantenere attivi e a finanziare i loroprogrammi.
La direttrice del Programma Americhe del Cpi (Centro per la politicainternazionale), Laura Carlsen, ha detto a Opera Mundi che gli StatiUniti "vogliono avere un maggior controllo sulla strategie di sicurezzainterna dei paesi centroamericani, soprattutto ora che diversi governiprogressisti o di sinistra sono stati eletti in America Latina.
In questo senso - continua – gli Stati Uniti cercano di rafforzare lapropria presenza militare per affrontare ciò che considerano unaminaccia alla loro tradizionale egemonia nella regione".
Secondo Felix Molina, si starebbero già vedendo parecchi segnali chemostrano la progressività di tale intervento nello scenario honduregno."Prima c’è stato un interscambio di tecniche di addestramento e diinformazioni tra il regime di Porfirio Lobo e la Colombia e poi èarrivata l'autorizzazione per creare nuove basi militari statunitensinella Mosquitia e nei Caraibi.
Assistiamo anche all'arrivo, sempre più frequente, di alti funzionaridel Dipartimento di Stato nordamericano e all'intervento diretto neipercorsi e analisi dell’azione penale, dell’epurazione della Polizia enella creazione di diverse leggi ", ha detto il giornalista.
Tra le leggi contestate, Molina ha citato la legge Antiterrorismo, lalegge d’Intervento nelle comunicazioni private, quella sui servizisegreti nazionali e sull'estradizione.
Nel marzo scorso, l’assistente segretario di Stato Usa per inarcotici,, William Brownfield, ha riferito in merito all'approvazionedi un finanziamento di 16,3 milioni di dollari per creare una taskforce della Polizia per combattere i reati più gravi.
Mantenere l’Honduras sulle prime pagine dei giornali come la nazionepiù violenta al mondo e come uno “Stato fallito” farebbe parte, quindi,di una strategia nordamericana per giustificare un eventuale interventodiretto nel paese "Agli Stati Uniti interessa garantire i loroobiettivi e le loro priorità strategiche. È per questo che stiamovedendo un aumento della loro presenza, insieme alla creazione di nuovebasi militari nella regione e a un aumento loro progetti sociali e dicooperazione, dietro ai quali nascondono i loro veri interessi", hadetto Borjas .
Un ruolo, apparentemente tranquillo e silenzioso, ma molto efficacenella pratica, che secondo Molina cerca di rafforzare istituzionalmentel'apparato di sicurezza dell’Honduras, ma che, in realtà, "si proponedi rafforzare l'Esercito, cioè l'apparato che monopolizza la violenza edi garantire il loro controllo egemonico".
Recentemente, 21 senatori degli Stati Uniti hanno inviato una letteraal Segretario di Stato, John Kerry, nella quali segnalano il"fallimento deludente del processo di epurazione”. Hanno inoltrechiesto trasparenza sui fondi erogati dagli Stati Uniti e destinatiall’Esercito e alla Polizia dell’Honduras. "Dobbiamo fare in modo che ifondi degli Stati Uniti non servano a permettere la dilaganteviolazione dei diritti umani, anche da parte di membri delle forze disicurezza che agiscono in Honduras protetti dall’impunità", dice lalettera.
Disastro economico
Secondo l'Osservatorio del mercato del lavoro, nel 2012 il 67% dellapopolazione - 5,5 milioni di persone - viveva in povertà, di cui 3,8milioni in condizioni di estrema povertà. Dati del Fosdeh (Centro studisul debito estero in Honduras) mostrano che dal 2009 al 2012, il numerodei poveri è aumentato di 2,1 milioni.
L'attuale crisi economica in Honduras è il prodotto della combinazionedi due elementi: la crisi finanziaria globale e il colpo di stato del2009. Attualmente, il debito totale, stimato in circa 14 miliardi didollari, ha superato il 70% del Pil (Prodotto interno lordo), ildeficit di bilancio ha raggiunto il 6%, mentre il 63% dei dipendenti el’80% dei lavoratori autonomi guadagnano meno del salario minimo.
Raf Flores, viceoordinatore del Fosdeh, stima che negli ultimi anni,"per ogni aumento di 100 persone della popolazione dell’Honduras ve nesono 145 che si convertono in nuovi poveri, mentre i programmi digoverno per la riduzione della povertà non stanno intaccando i fattorideterminanti che la originano". Inoltre, vi sono diversi settori delceto medio-basso che sono caduti in povertà, mentre il tasso didisoccupazione e quello di sottoccupazione ha raggiunto quasi l’80%.
"La situazione è molto complicata e non abbiamo nemmeno un governo conuna visione strategica su come affrontare questa crisi, che è unelemento essenziale per favorire la crescita, ridurre il livello diesclusione sociale, che è in continua espansione e che si manifesta conun aumento dell’emigrazione, della povertà e dell'insicurezza sociale",ha detto Flores a Opera Mundi.
Secondo l'economista, la principale attività economica che ha mantenutouna forte crescita è quella finanziaria. Ciò è dovuto all’emissione digrandi quantità di titoli di Stato a breve scadenza e con tassi diinteresse elevati. “L’affare per il settore finanziario è di prestaresoldi allo Stato e ricevere tassi di interesse che sono circa il 15%annuo. Il mercato è così saturo che la Banca Centrale sta accettandoche una parte delle sue riserva sia in titoli di Stato, garantendo cosìun doppio interesse e un doppio guadagno a banche e istitutifinanziari" ha detto.
Durante i mesi successivi al colpo di Stato, il governo de facto diRoberto Micheletti è riuscito a sopravvivere e resistere economicamentee finanziariamente a discapito dell'enorme aumento del debito pubblico.Principali destinatari di titoli di Stato sono stati proprio i settorie i gruppi finanziari che hanno sostenuto il golpe e che, oggi,continuano a indebitare il Paese.
"In questa situazione si sta allargando il divario del potered'acquisto delle persone. Il costo dei prodotti del Paniere èaumentato, mentre il reddito è rimasto uguale e non ha compensatol'aumento, peggiorando ulteriormente la curva di povertà", ha dettoFlores.
La voce che genera maggiori entrate di valuta sono le rimesse degliimmigrati all’estero, che l'anno scorso hanno raggiunto i tre miliardidi dollari. Al contrario, vi è stata una forte contrazione del settoreproduttivo, agricolo e industriale, e dell'edilizia. Quest'ultima, chestoricamente è stata la principale fonte di posti di lavoro inHonduras, non solo non è riuscita a riprendersi dalla crisi provocatadal colpo di Stato, ma è anche diventato il settore  privilegiatoper il riciclaggio del denaro sporco.
"Gli elementi di instabilità politica ed economica derivanti dallacrisi del 2009 ancora persistono, e sono stati aumentati i livellid’ingovernabilità. Il governo ha varato misure intempestive che nonhanno risolto il problema, approfondendo il processo di privatizzazioneo le concessioni di beni pubblici ", ha detto Flores.
In effetti, nel mirino della Coalianza (Commissione per la promozionedel partenariato pubblico-privato) ci sono strade, porti,telecomunicazioni ed energia elettrica, acqua e fognature, leprincipali risorse naturali per lo sviluppo di mega progetti in campominerario e idroelettrico e perfino il territorio dello Stato, conl'approvazione delle riforme costituzionali e delle leggi che creano leRegioni speciali di sviluppo (Red) meglio note come ‘città modello’.
"Sono processi poco trasparenti, il cui costo in termini di riduzionedelle entrate fiscali è sconosciuto. L’investimento pubblico stascomparendo, in quanto quasi il 50% delle imposte si spende per ilservizio del debito e per la spesa dei salari pubblici.Indipendentemente da chi vinca nelle elezioni del prossimo novembre, sitroverà ad affrontare una situazione molto complicata e dovrà lottarecontro quelli che sono  che determinano l’immobilismo,l’esclusione e la disuguaglianza sociale, stabilendo nuove regole delgioco e promuovendo un patto e un accordo economico e sociale serio nelPaese” ha concluso Flores.
Elezioni e diritti umani

Di fronte a uno scenario elettorale sicuramente molto complicato e,allo stesso tempo stimolante, il Partito libertà e rifondazione, Libre,ha recentemente realizzato la sua Assemblea nazionale, confermando irisultati delle elezioni primarie dello scorso novembre e anticipandopunti importanti di quello che sarà il suo programma di governo.
"Solo un anno dopo la sua formazione (Libre) un partito che si èformato ed è cresciuto nelle strade con la gente, è diventata la primaforza politica del paese. La nostra candidata, Xiomara Castro, è statala candidata alla presidenza più votata nella storia del Paese", hadetto Enrique Flores Lanza, ex ministro della Presidenza durante ilgoverno di Manuel Zelaya e attuale candidato a deputato.
Secondo l'ultimo sondaggio condotto in maggio da Cid Gallup, XiomaraCastro, con il 28% delle preferenze, è in cima alla lista dei settecandidati alle elezioni del prossimo 24 novembre. Seguono ilpresentatore televisivo Salvador Nasralla, del Partito anti corruzione(Pac), con il 21%, l'attuale presidente del Congresso Juan OrlandoHernandez, del Partito nazionale (Pn), con il 18% e il candidato delPartito liberale (Pl), Mauricio Villeda, con il 14%.
Parlando a migliaia di sostenitori, Castro ha promesso di rifondarel’Honduras chiedendo "un nuovo patto sociale attraverso un'Assembleanazionale costituente, originaria, includente e che preveda unaprofonda partecipazione della popolazione". Propone inoltre di "avviareun cammino di riconciliazione e di trasformazione pacifica edemocratica del Paese, derogando le politiche e le leggi neoliberisteapprovate e adottate dopo il colpo di Stato, di riportare l'Esercitonelle caserme, così come di porre fine all'impunità e di riformarel'intero apparato di sicurezza e di giustizia".
Attualmente, la legislazione elettorale honduregna non prevede ilballottaggio, per cui i risultati del sondaggio di Cid Gallup darebberosì la vittoria alla candidata di Libre, ma gli consegnerebbero unParlamento estremamente diviso e poco gestibile senza scendere acompromessi con le forze di conservatrici.
"La nostra candidata viene da 14 mesi di continua crescita e questo èvisto con estrema preoccupazione dalla destra e dall'oligarchia“golpista” che, adesso, sta reagendo", ha detto Flores Lanza.
A questo riguardo, Bertha Oliva, ha espresso una forte preoccupazionedi fronte al prevedibile aumento degli attacchi fisici a membri osostenitori di Libre.
"Siamo di fronte ad una struttura molto ben organizzata per creare ilterrore e accentuare la violazione dei diritti umani durante i mesi checi separano dalle elezioni. Tra le persone che accompagnavano l'expresidente Zelaya nell'ambasciata del Brasile, 8 sono state uccise inmeno di due anni ", ha detto Oliva.
La coordinatrice del Cofadeh ha rivelato che in questi primi sei mesidell'anno c’è stato un forte aumento del numero di denunce presentate aquesta organizzazione, per lo più da membri del partito di XiomaraCastro e della Resistenza in generale.
Per lei, ci sarebbe "un vero e proprio odio collettivo delle personeche hanno partecipato al golpe". Questo elemento, aggiunto allacrescente militarizzazione della pubblica sicurezza e allaproliferazione di organismi di vigilanza privata - si contano più di700 imprese di vigilanza privata e circa 70 mila guardie private –starebbe conducendo l’Honduras verso il caos.
"Se i sondaggi continueranno a indicare una possibile vittoria diXiomara Castro, i settori golpisti faranno di tutto per creare il caose giustificare una sospensione del processo elettorale", ha dettol’attivista dei diritti umani.
Per Flores Lanza, le forze poitiche e sociali che si sono riunite inLibre si trovano ad affrontare, non solo il potere oligarchiconazionale, ma anche “gli interessi dell'impero statunitense edell'intera destra internazionale, che agisce come una sola forza,esattamente come ha fatto in Venezuela durante le ultime elezioni".
Ecco perché il nuovo partito sta lavorando intensamente sullaformazione dei suoi quadri e sulla strategia per la difesa del votonelle urne. "La forza del popolo è l'unico elemento che può sconfiggerequesti tentativi dei partiti tradizionali e dell'oligarchia diperpetuarsi al potere", ha concluso Lanza.
Criminalizzazione della protesta
La violenza politico-elettorale si mescola con la criminalizzazionedella protesta sociale. E 'questo il caso di Bertha Cáceres, leaderindigena del Copinh (Consiglio delle organizzazioni popolari e indigenedell'Honduras), la quale il 24 maggio scorso è stata illegalmentetrattenuta, insieme al comunicatore sociale e membro della stessaorganizzazione Tomás Gómez, e condotta in commissariato da unapattuglia di militari e poliziotti, mentre si recavano in macchinaverso la zona di Rio Blanco, dove da oltre tre mesi le comunità lencastanno protestando e bloccando il progetto idroelettrico Agua Zarca.
Dopo l’assoluzione in primo grado emessa dal tribunale di SantaBarbara, la Procura della Repubblica ha impugnato la sentenza e Cáceresdovrà affrontare un altro processo per i presunti reati di possessoillegale di armi e di attentato contro la sicurezza dello Stato.
La lotta, da parte delle organizzazioni sociali e popolari che si sonoattivate contro il colpo di stato, contro i megaprogetti idroelettricie turistici, l’attività mineraria, l’espansione delle monocolture, laconcessione delle risorse naturali e dei territorirse naturali,continua a essere criminalizzata.
"Si tratta di un processo politico, attraverso il quale si si vuolecontinuare a criminalizzare la lotta storica che il popolo lenca staconducendo contro il saccheggio delle risorse e dei territori. Possonocomunque imprigionarci o anche ucciderci, ma la lotta non si fermerà.Le comunità sono pronte e determinate e non permetteranno un altrocolpo mortale al proprio territorio ancestrale ", ha detto Cáceres.
L’ex commissario Borjas ha confermato questa tesi. Secondo lei, leforze di polizia che si uniranno all’unità Tigres si stanno giàaddestrando in tre caserme dell’esercito per il combattimento inoperazioni a bassa intensità e per strategie contrinsurrezionali. "Illoro ruolo è quello di perseguitare i leader sociali e in questo modo,cercare di smantellare le organizzazioni sociali. È una replica delnefasto Battaglione 3-16, che ha operato negli anni 80 perperseguitare, rapire, torturare e giustiziare persone con un’ideologiadiversa da quella dei gruppi di governo e di potere. La cittadinanzavive una situazione ad alto rischio ed estremamente precaria, malavoriamo per cambiare le cose con proposte serie e concrete ", haconcluso Borjas.

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