Il dilemma sempre più reale dell’obiezione di coscienza

da ilChiosto.it

articolo del 20/06/2026 di Carlo Cefaloni
Dalla reiscrizione automatica dei giovani alle liste di leva alla corsa agli armamenti in Europa. Fino a che punto è doveroso obbedire quando la preparazione della guerra diventa normalità?

Ha infranto il muro di gomma dell’informazione la notizia del sindaco di Capaci in Sicilia che, aderendo all’iniziativa della Comunità dell’Arca, ha deciso di sostenere il diritto dei giovani a rifiutare l’iscrizione d’ufficio alle liste di leva al compimento dei 17 anni di età. La cittadina dell’area metropolitana di Palermo fa parte del nostro immaginario collettivo (omicidio Falcone, Morvillo, Schifani, Dicillo e Montinaro) perché rappresenta la potenza militare che la mafia esercita per difendere certi assetti di potere anche con il tritolo.

L’iscrizione automatica alle liste di leva per un ragazzo nato nel 2009 è un atto amministrativo che passa inosservato a causa della sospensione della coscrizione obbligatoria. La Naja, infatti, non è stata abolita ma solo sospesa così come avvenuto in Svezia che l’ha poi reintrodotta per colmare i vuoti di un organico pensato per sostenere un conflitto bellico prevedibile entro il 2030. L’intera economia dell’Unione europea secondo i vertici della Commissione guidata da Ursula von der Leyen deve trasformarsi in “assetto di guerra” in base ad un piano di riarmo che avrà sempre più bisogno di uomini e donne pronte a misurarsi con la “minaccia esistenziale” rappresentata dalla Russia (cfr le Conclusioni del Consiglio europeo su difesa e sicurezza europee del 23 ottobre 2025).

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