Dona ora!
Chi siamo
Mission
Storia
Organizzazione
Consiglio direttivo
Gruppi di lavoro
Statuto
Bilancio sociale
Trasparenza
Cosa facciamo
Accoglienza
Biblioteca
Cultura
Convegno di Settembre
Altri eventi
Lettera di Natale
Notiziario
Diritti
Campagna regionale "Prima le Persone"
Rete DASI FVG
Giustizia
Carcere
Cooperazione internazionale
Fondatore
Biografia
Galleria
Riflessioni
Pubblicazioni
Agenda eventi
Come aiutarci
Diventa socio
Volontariato
Servizio Civile
Donazioni
Contributi
Cibo e vestiario
5 per mille
Lasciti testamentari
Contatti
Contattaci
Dove siamo
Iscrizione newsletter
Sala Petris
Dati tecnici e regolamento
Prenotazione
Parrocchia
Orari Messe
Eventi parrocchiali
Foglio della domenica
Siti amici
Cerca nel sito…
Contiene
Inizia per
E' uguale a
Visualizza
10 records
25 records
100 records
Tutto
Dona ora!
News
Il premio per la pace va ritirato
di Paolo Iannaccone
Venerdì 16 gennaio 2026
Paolo Iannaccone
Riflessione del presidente del Centro Balducci, dopo che Maria Corina Machado, leader dell'opposizione venezuelana ha dichiarato di volerlo trasferire a Donald Trump.
"Che Machado consegni a Trump il premio Nobel per la Pace non è solo una caduta di stile che svuota di significato quel premio assegnato negli anni a personalità come Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Nelson Mandela, il Dalai Lama, Aung San Suu Kyi Kofi Annan e Albert Schweitzer, e a organizzazioni internazionali come la Croce Rossa, Amnesty International, Medici Senza Frontiere, l'ONU e le Agenzie correlate (UNHCR e UNICEF).
E' anche un gesto disgustoso perché indica fino a che punto parossistico si possa giungere per avere la libertà di esercitare la propria fetta di potere.
E che anche un premio così nobile possa essere strumentalizzato e "negoziato" ideologicamente per i propri fini.
Il Comitato norvegese per il Nobel dichiara che il premio non può essere trasferito. Bene, è allora giunto il momento che lo ritiri.
Si può anche riconoscere l'errore di averlo assegnato a qualcuno. Mi ricordo che anche a scuola esistevano dei premi, ma non per forza venivano assegnati se non si trovavano i meritevoli.
Questi sono da cercare col lumicino tra i potenti della terra, è più facile trovarli tra persone e piccole realtà che nel proprio quotidiano fanno crescere la speranza di una umanità nuova e di pace occupandosi delle persone emarginate, dei senza diritto, di chi non ha voce e viene reso parte della cultura dello scarto, oggi tanto imperante nella società.
E' da qui che il premio deve ripartire, altrimenti cadrà presto nell'oblio insieme a quel "mondo al contrario" che la pace proprio non la vuole".
Leggi la notizia sul sito dell'ANSA:
Il Comitato del Nobel: 'Il premio per la Pace non può essere trasferito a altri'
Vedi anche