Infanzie ai margini e università come spazio di frontiera: un’esperienza partecipativa di ricerca-formazione con bambini, famiglie, operatori e studenti


Nell’ambito dell’accordo quadro tra Centro Balducci e Dipartimento Studi Umanistici di UniTS, grazie all’inventiva del prof. Marco Ius e alla fattiva collaborazione dei nostri operatori e delle ragazze del servizio civile universale, negli scorsi mesi si sono tenuti due incontri, uno al Centro e l’altro presso la sede di UniTS di Portogruaro, attraverso i quali i nostri ragazzi ospiti con alcuni dei loro genitori e una decina di studenti universitari, che si stanno formando come futuri educatori, hanno vissuto nell’ambito del corso di Pedagogia interculturale momenti di gioco e di scambio alla pari, condividendo parole e pensieri importanti. 

In allegato i ringraziamenti del DISU di UniTS con il link all’articolo uscito per una rivista nazionale a carattere scientifico a firma del docente promotore dell’iniziativa.

La gratitudine del Centro Balducci va al prof. Ius per aver realizzato una iniziativa di grande valore, che ha coinvolto in modo trasversale più generazioni aiutandole a vivere un confronto alla pari che ha permesso a tutti di crescere… in umanità.

Paolo

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Caro Paolo
scrivo a te con preghiera di estendere a tutti coloro che sono stati presenti all'incontro del 6 maggio presso la sede di Portogruaro (bambini/e, ragazzi/e, mamme, volontari, operatori, ...) e a voi tutti del Centro Balducci, incluso il Consiglio Direttivo che nella sua funzione orienta queste vostre attività di rapporto con l'esterno.

Vi siamo davvero grati per averci accolti nella vostra sede e poi per la vostra disponibilità a partecipare all'attività con gli studenti universitari. Mi sembra questa un'azione che conferisce senso alla convenzione tra il vostro Centro e il nostro Dipartimento e conferma il desiderio di continuare a collaborare.

Per noi è stata un'occasione privilegiata di intrecciare tanti temi e soprattutto di sperimentare come l'università può farsi luogo di incontro tra diverse voci, ruoli, provenienze, ... un luogo in cui si impara da tutti e in primis da chi è "esperto per esperienza"

Come avevo già espresso a voce, ho raccolto e documentato il percorso insieme e ho scritto un articolo che è stato recentemente pubblicato nella rivista scientifica Studium Educationis (una rivista di riferimento per i temi pedagogici a livello nazionale). È davvero prezioso constatare come possa emergere tanto, e si possa imparare ancora di più, anche a partire da alcuni apparentemente piccoli momenti, gestiti con un approccio che mette al centro l'incontro con le persone.

Ti ho allegato l'articolo in PDF e anche ti invio il link: https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/studium/article/view/8985
 
Inoltre, sono felice di inoltrarti i ringraziamenti che gli studenti, all'interno dell'attività riflessiva che ho assegnato loro, hanno scritto per voi.
 
Spero davvero ci sia la possibilità di continuare insieme in questa direzione.
Da parte nostra, ci teniamo a dirvi che le porte dell'università sono aperte per tutti e in particolare per voi! 
 
Un caro saluto,
Marco Ius
 
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I ringraziamenti degli studenti
 
Grazie per essere venuti, un grande in bocca al lupo per tutto, continuate a crescere, a scoprirvi e a credere nei vostri sogni. Indipendentemente dall’età
“Grazie, è stato bello incontrarvi ancora e conoscervi meglio; ci sono stati momenti di risate, ed altri momenti in cui è stato condiviso qualcosa di sé, come se ci si conoscesse da più tempo. Mi avete insegnato che, insieme ad altre persone, come educatrice posso contribuire a costruire condivisione. Vi ringrazio ancora proprio per questo, che porterò con me. P.s. devo aggiungere che fa la sua parte anche una buona merenda con delle ottime torte...” sono stata davvero felice di ritrovarvi, mi piacerebbe rivedervi ancora.
Siete tutte e tutti stelle danzanti
Prima di conoscervi, lo ammetto, ero un po’ scettico riguardo queste tipologie di centri perché mi sembravano impegnative e pesanti.
Poi, già dopo il primo incontro che ho avuto con Voi, mi sono reso conto che, almeno nel vostro centro, c’è un’aria di leggerezza tale che quasi ti dimentichi perché sei lì e qual è il suo compito, tanto che una volta uscito mi veniva voglia di rientrare e saperne di più su di Voi. Tuttavia, penso che la cosa più sorprendente sia che quella leggerezza non la teniate rinchiusa tra le mura (e il parco) del centro, ma la portiate ovunque andiate. Compreso oggi, qua all’università, a “casa” nostra. E so che non vale solo per me: una persona che lavora al centro, nel cartellone che abbiamo fatto in aula, ha messo come muro l’ansia e sotto la porta aperta, ovvero il luogo che la aiutava a superare questo muro, ha scritto proprio “Il Centro Balducci”.
Quel che voglio dire è  che Voi, che magari siete stati costretti a lasciare la Vostra casa o che siete cresciuti in una terra diversa da questa, siete riusciti a farmi sentire a casa più di quanto io mi senta a casa quando sono a casa. E per questo vi ringrazio. Ah! E fate gli auguri a Davina il 29 maggio.
Siete stati meravigliosi, il sorriso e gli occhioni di Claudia su tutti. Un abbraccio fortissimo
Nonostante abbiamo passato poco tempo assieme, quel che traspare è che siete persone capaci di stare con gli altri e di esserci per gli altri e questo per me è ciò che conta. Il condividere l’esperienza di vivere in un centro di accoglienza, vi porta a sviluppare queste capacità che non sono scontate e che vi porterete per tutta la vita. Lo dimostrano i racconti dei bambini, nel momento in cui dicono che la porta per loro siete voi, che siete il loro punto di riferimento quando vanno incontro ad una difficoltà, che vi vedono come casa, come un posto sicuro in cui tornare e dove poter essere sé stessi. Anche le ragazze che prestano servizio civile al centro di accoglienza ci hanno detto che non vorrebbero concludere la loro esperienza perché con voi si sono trovate bene e questo dimostra che siete brave persone. Il mio augurio è che il futuro vi riservi esperienze positive e che riusciate a trovare la chiave per raggiungere i vostri obiettivi.
Grazie mille perché mi avete mostrato una delle possibili chiavi che non scorgevo, quella che apre la porta dello stomaco, perché credo che la condivisione del cibo sia un buono spuntino (spunto) per queste attività
Avete riempito con sorrisi, leggerezza, spontaneità, genuinità e con sguardi e occhi che parlano da sé una parte del mio cuore.
Ringrazio Paolo, ho visto come era preso come riferimento da tutti (genitori, ragazzi, operatori). Molti rivolgevano lo sguardo a lui… una bella figura accogliente, di guida.

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