La notte della Repubblica

Tavola rotonda

Udine, venerdì 30 maggio, ore 18.00
Lanotte della Repubblica
Tavola rotonda a curadell'Associazione Culturale Apertamente
Con il patrocinio del Consiglio regionale
Udine, Auditorium Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia
Via Sabbadini, 31
venerdì 30 maggio 2014, ore 18.00

L'Italia, la più grande portaerei del Mediterraneo, terra franca per iservizi segreti, negli anni sessanta e settanta ha subito scossonidevastanti che si si sono protratti nei decenni successivi. L'accordodi Jalta assegnava le zone di competenza dei sovietici e degliamericani. La presenza del Partito Comunista Italiano in forte ascesaera una anomalia ed un pericolo non tollerato nella zona di competenzaamericana. I sovietici nella loro zona intervenivano senzamascheramenti inviando i carri armati. La strategia della tensione diquegli anni nasce dalla volontà americana di fermare con qualsiasimezzo la crescita elettorale della sinistra. A questo scopo sono statiutilizzati tutti i mezzi, leciti e illeciti. La ricerca di StefaniaLimiti, pubblicata per Chiare lettere nel volume "Doppio livello" è unasintesi di fatti, sentenze e testimonianze che permette di ricostruirestoricamente fatti, misfatti e strategie di quella politica che haavuto il suo culmine con l'assassinio di Aldo Moro. Moro è stato ilpolitico che ha pagato con la vita per la sua netta opposizione allastrategia della tensione e per il suo tentativo di apertura al PartitoComunista.  Il PCI non si era ancora reso del tutto autonomodall’Unione Sovietica, ma ciò non toglie che la politica internaitaliana avrebbe dovuto essere decisa dagli italiani e non da Statistranieri. Il nostro Paese in quegli anni è stato sconquassato dallespinte provenienti dall'estrema sinistra in funzione anti PCI e dalladestabilizzazione sociale provocata dagli attentati dell'estremadestra. La regia non era unica perché assommava gli interessi americania quelli di una parte della classe dirigente che si opponeva alcambiamento e non voleva perdere il suo potere economico e politico. Laparola d'ordine era: destabilizzare per stabilizzare. Ladestabilizzazione non è avvenuta solamente con gli attentati delladestra, con gli omicidi delle Brigate Rosse, con le rivendicazionivelleitarie della sinistra extra parlamentare, ma anche con i ritardistorici della sinistra istituzionale. Una via riformista in Italia nonè stata possibile ed è abortita già con il primo centro sinistra. Leresponsabilità sono, in grado minore o maggiore, di tutti iprotagonisti. La situazione attuale, frutto di un debito pubblicoenorme, prodotto da una spesa clientelare per comperare il consensosociale, nasce alla fine di quegli anni sventurati.
Questa è la tesi che come Associazione Apertamente vorremmo dibatterecon l’aiuto di quanti li hanno analizzati sul piano professionale sulpiano politico, giudiziario e giornalistico.




Partecipano

GIOVANNI PELLEGRINO
già Presidente della Commissione bicamerale di inchiesta sulle stragi

GUIDO SALVINI
magistrato

STEFANIA LIMITI
giornalista

introduce
Carlo Bressan
INFO: Associazione Culturale Apertamente - www.associazione-apertamente.it- info@associazione-apertamente.it

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