LE RAGIONI DELLA SPERANZA per un mondo più umano

Alba Edizioni maggio 2026

Domenica 16 agosto, ore 17.00, Tualis di Comeglians, Chiesa Parrocchiale
Presentazione del nuovo libro di Pierluigi Di Piazza nell'ambito della Rassegna Culturale VICINO/LONTANO MONT 2026, in collaborazione con il Centro Balducci.

RELATORI

LORIS DE FILIPPI - Originario di Udine, è da 30 anni impegnato nei contesti di crisi umanitarie come operatore e dirigente umanitario. Già presidente di Medici Senza Frontiere, attualmente opera come Health Specialist per Unicef, con incarichi diretti in alcune delle emergenze più gravi del mondo. Nel corso della carriera ha prestato servizio in Congo, Haiti, Iraq, Siria, Repubblica Centrafricana , Indonesia, Bangladesh, Timor Est, Kenya, Etiopia, Sud Sudan, Gaza. Porterà le sue profonde ed intense testimonianze che ben si collegano ad alcuni capitoli del libro.

MARINELLA CHIRICO - Laureata in lettere, giornalista professionista. Ha lavorato per 30 anni alla RAI, sede di Trieste, per la Testata Giornalistica Regionale-TGR FVG. Caposervizio e Conduttrice di Tg e Gr, si è occupata di cronaca, spettacoli, società. Ha collaborato con tutte le testate giornalistiche della RAI e ha seguito, anche a livello nazionale, alcuni dei più importanti fatti di cronaca avvenuti in regione negli ultimi anni. 
Attualmente lavora come libera professionista per eventi e presentazioni, e collabora con alcune testate. Ha curato il Libro "IO CREDO, Dialogo tra un’atea e un prete - Margherita Hack e Pierluigi Di Piazza" (Nuovadimensione Editore, 2012)

VITO DI PIAZZA - medico e fratello di Pierluigi

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Dal sito di Alba Edizioni 

Le ragioni della speranza. Per un mondo più umano
Raccolta di discorsi e di scritti di Pierluigi Di Piazza.
Alba edizioni, 2026 – 164 pagine, Pierluigi Di Piazza, ISBN 9791281172616

“Continuo a scrivere per comunicare, per reprimere il “tanto” ricevuto, non nel senso quantitativo del termine bensì della pregnanza e nell’intensità dei vissuti e insieme delle riflessioni, quindi delle relazioni con le persone direttamente incontrate e con le tante intercettate indirettamente, ma con sincera intensità; anche se vivono nella lontananza geografica, fanno parte della personale geografia umana, culturale e spirituale. Non mi sento uno scrittore, pur scrivendo tanto, non mi sento un intellettuale, pur riflettendo in continuità; non mi sento prete se inteso come uomo del sacro, funzionario della religione, ma al servizio della comunità; mi sento “nient’altro che uomo” che vive in modo progettuale e coinvolto, sensibile e appassionato, sereno e tribolato; con i limiti che per primo riconosco e con qualche qualità da alimentare; con il riferimento fondamentale al Vangelo di Gesù di Nazaret, con un’apertura convinta e tribolata alla Chiesa, cerco di contribuire giorno dopo giorno a un’umanità più umana e quindi alla giustizia, alla pace, all’accoglienza, alla solidarietà. Mi sento un uomo in cammino con tante relazioni e con la compagnia di una solitudine, luogo privilegiato di una costante elaborazione spirituale”.

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