Dona ora!
Chi siamo
Mission
Storia
Organizzazione
Consiglio direttivo
Gruppi di lavoro
Statuto
Bilancio sociale
Trasparenza
Cosa facciamo
Accoglienza
Biblioteca
Cultura
Convegno di Settembre
Altri eventi
Lettera di Natale
Notiziario
Diritti
Campagna regionale "Prima le Persone"
Rete DASI FVG
Giustizia
Carcere
Cooperazione internazionale
Fondatore
Biografia
Galleria
Riflessioni
Pubblicazioni
Agenda eventi
Come aiutarci
Diventa socio
Volontariato
Servizio Civile
Donazioni
Contributi
Cibo e vestiario
5 per mille
Lasciti testamentari
Contatti
Contattaci
Dove siamo
Iscrizione newsletter
Sala Petris
Dati tecnici e regolamento
Prenotazione
Parrocchia
Orari Messe
Eventi parrocchiali
Foglio della domenica
Siti amici
Cerca nel sito…
Contiene
Inizia per
E' uguale a
Visualizza
10 records
25 records
100 records
Tutto
Dona ora!
Evento
Lettera di Natale 2017
Una rinnovata passione per Dio e per l’uomo insieme a papa Francesco
Presentata il 19 dicembre al Centro Balducci
LETTERA di NATALE
Letteradi Natale 2017
Una rinnovata passione per Dio e perl’uomo insieme a papa Francesco
Presentata il 19 dicembre 2017 al Centro Balducci
Con un invito per un incontro persabato 17 febbraio 2018
Care amiche e cari amici il salutopiù cordiale e amichevole a tutte voi, a tutti voi.
Ci sentiamo sollecitati, anchequest’anno, in prossimità del Natale, a condividere con voi esperienze,riflessioni, dubbi, preoccupazioni, interrogativi e l’esistenza di unapossibile speranza.
Siamo preoccupati come tanti di voi,per la situazione del mondo attuale, considerando insieme le nostrecomunità locali e quella planetaria, nell’interdipendenza sempre piùevidente e quotidiana della famiglia umana.
Lo siamo anche come uomini e pretiper lo scarto evidente tra il segno straordinario della presenza, delleparole e dei gesti di papa Francesco e la scarsa ricaduta nelle Diocesie nelle parrocchie in diverse delle quali si procede come se il Vescovodi Roma non ci fosse.
I MOTIVI DI PREOCCUPAZIONE
La condivisione delle preoccupazioni di tante persone che incontriamoin situazioni di povertà, di tribolazione, di abbandono si congiungecon le cause strutturali dell’impoverimento, della fame, delleoppressioni, della violazione dei diritti umani, delle guerre, delladistruzione della Madre Terra e di tante espressioni della vita; deidiffusi atteggiamenti di pregiudizio, discriminazione e razzismo neiconfronti dei diversi, in modo particolare degli immigrati.
Avvertiamo la distanza abissale fra laDichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, di cui il prossimo 2018si celebrerà il 70° anniversario, la nostra Costituzione, i principiispiratori delle religioni, in particolare per quanto ci riguarda ilVangelo di Gesù di Nazaret e le diffuse e persistenti situazionidrammatiche che permangono su scala planetaria e che riguardano la vitadi centinaia di milioni di persone
. Le tante iniziative edesperienze positive, per altro indispensabili e ammirevoli, pare nonfavoriscano processi di cambiamento strutturale di fronte alla forzastraripante delle multinazionali, delle concentrazioni finanziarie,dell’esaltazione in varie forme del capitalismo, che per perseguire ilsuo fine perverso opprime, impoverisce, distrugge. Appunto ci preoccupala mancanza di cambiamenti significativi che può indurrepericolosamente a fatalismo, rassegnazione e chiusura in ambitiindividualistici.
Siamo preoccupati della situazioneattuale della politica, della crisi profonda di progetti, di contenuti,di rappresentanza, di metodo, sia a livello regionale sia nazionale,europeo e mondiale
. La passione per il bene comune, ladedizione, la competenza nell’affrontare le questioni, lasperimentazione “dell’arte di uscire insieme dai problemi”, come donMilani e i suoi alunni hanno definito la politica, troppe volte sonoassenti, per il prevalere di incompetenza, approssimazione, affidamentoalla forza delle immagini e degli slogan gridati, che sostituisconoanalisi, riflessioni e proposte serie. La dimensione gravementemancante è soprattutto quella che dovrebbe sempre caratterizzare lapolitica, che è indispensabile per il governo della
polis
ai diversi livelli: ilrapporto stretto, continuo, di ascolto e di partecipazione con icittadini.
Si potrebbe dire: meno riunioni nellestanze riservate della politica e molti più incontri con le persone deipaesi, dei quartieri, delle città per percepire in diretta lesituazioni, le storie delle persone, i bisogni, le attese, le speranze.
CAMMINIAMO CON PAPA FRANCESCO
Abbiamo interamente dedicato a lui la lettera del Natale del 2013.
La sua presenza come Vescovo di Roma e Papaci ha fin dall’inizio incoraggiato e sostenuto; abbiamo percepito, inlinea con papa Giovanni XXIII e il Concilio Vaticano II, la Chiesa incui crediamo e per cui ci impegniamo: in mezzo alla gente, povera e deipoveri, al servizio umile e disinteressato dell’umanità, liberandosi daogni volontà di dominio e di prestigio, di alleanze con i poteri diquesto mondo
.
Papa Francesco esprime con le parole quello che vive e il suo stile divita rende credibili i suoi messaggi.
Parole e gesti si intrecciano, si richiamano gli uni negli altri. Lasua proposta non è ristretta nell’ambito di una Chiesaautoreferenziale, bensì percepita da tutta l’umanità. La fede nel Diodi Gesù e il riferimento continuo al suo Vangelo, l’attenzione aipoveri, ai migranti; la denuncia della follia di ogni guerra, deiproduttori e dei commercianti di armi, le chiare prese di posizionecontro la corruzione e le organizzazioni criminali delle mafie,l’attenzione agli operai, la condivisione esplicita delle lotte deimovimenti popolari mondiali, l’Enciclica
Laudato si’
sulla custodia e la cura della casa comune sono alcune indicazioni delsuo insegnamento.
A proposito della
Laudatosi’
, esprimiamo la nostra delusione per come, dopo poco tempo,nella Chiesa, salvo rare eccezioni, non abbia più alcuna attenzione.Noi pensavamo che per le Diocesi diventasse un testo di riflessione edi riferimento per un tempo significativo e nei seminari di studio eapprofondimento per coloro che si preparano a diventare preti. Abbiamoregistrato un totale disinteresse anche nel mondo politico: data la suaarticolazione e ampiezza il testo avrebbe, a nostro avviso, costituitoun’interessante riflessione su una questione decisiva
della nostra vita e di quella delle generazione future.
Ci interroghiamo sul perché papa Francesco sia amato e sostenuto nellaChiesa e da tante persone che non si riferiscono ad essa e sia inveceosteggiato e criticato da tante persone della Chiesa, anche preti,vescovi, cardinali, dai potentati finanziari e dai gruppi di poteremondiali e da chi prende da lui le distanze per la sua continuainsistenza sull’attenzione ai poveri, ai deboli, ai migranti, per unostile di vita sobrio ed essenziale.
Papa Francesco cerca di
liberare laChiesa dal potere dottrinale
: la dottrina è certo importante masempre in relazione con le storie delle persone. Gesù di Nazaret non haannunciato una dottrina, bensì ha proposto un nuovo modo di essere conse stessi, con gli altri, con Dio, con il denaro e con tutte le realtàdel mondo. Chi identifica la fede con la dottrina ritiene che il papasia in essa incerto, con riferimento alle indicazioni etiche, inparticolar modo a quelle riferite ai rapporti di amore e allasessualità.
Papa Francesco cerca di
liberare laChiesa dal potere centralizzato
, a cominciare da quelloinquietante della curia romana, con riferimento a tutte leconcentrazioni di potere piccole o grandi nelle Diocesi e nelleparrocchie, per riproporre la Chiesa popolo di Dio in cammino nellastoria, sinodale in cui il dialogo, il confronto, le decisioni sonocomuni, non del vescovo o del prete e di alcuni collaboratori scelti apropria immagine e somiglianza. Non una Chiesa gerarchica, bensì dicomunione, dove l’autorità svolge il suo compito che si caratterizzaper un servizio umile e disinteressato alla comunità.
Papa Francesco cerca di
liberare leChiesa dall’intreccio fra potere economico e politico
. Leconcentrazioni finanziarie delle IOR con i poteri occulti coinvolti,gravissimo scandalo per la Chiesa, rimesse in discussione certo confatica e con tempi lunghi; la prospettiva riguarda le Diocesi e leparrocchie e chiede un rapporto trasparente con il denaro finalizzatoalla vita delle comunità e a un’autentica, non occasionale, solidarietàcon i poveri. Lo stesso orientamento riguarda anche uno stile di vitasemplice, sobrio, essenziale; abitazioni dignitose, ma non lussuose ericercate; auto utilitarie, frequentazioni di persone semplici.
Per quanto riguarda il potere politico, la presenza di papa Francescoha liberato con evidenza la Chiesa italiana dall’abbraccio compiacentecon il potere; le stagioni del progetto politico della Chiesa in Italiahanno supportato rappresentanti e scelte politiche lontani dal Vangelo,ricevendone appoggio e sostegno economico. Il terreno dei cosiddetti“valori non negoziabili” è diventato di reciproche e strumentalicompiacenze.
La Chiesa è chiamata sempre a schierarsi, a prendere la parte deipoveri e dei deboli, senza identificarsi con una forza politica,perché, nell’incarnazione della storia, dovrebbe sempre esprimerequell’ulteriorità che porta a scorgere i poveri, i fragili, i deboli,dei quali anche un programma di schieramento rischia di non porli comepriorità, se non addirittura di dimenticarsene. Perché, come ci ricordail Papa, “la Chiesa è davvero viva se, formando un solo essere viventecon Cristo, è portatrice di vita, è materna, è missionaria, esceincontro al prossimo, sollecita
a servire senza seguire poteri mondani che la rendono sterile”.
Nella lunga campagna elettorale già iniziata per le elezioni regionalie politiche nella primavera del 2018, anche se non in modo evidente,espressioni della Chiesa saranno cercate. Sarà sempre importante nonlasciarsi catturare da nessuno per poter vivere con libertà e coraggiola profezia della denuncia e della proposta dei diritti umani ugualiper tutti o non più tali, per ogni situazione che offende la dignitàdelle persone; con una attenzione particolare a un fenomeno giàperdurante: quello di utilizzare la religione strumentalmente perfinalità di consenso, per acquisire voti.
Papa Francesco cerca di
liberare laChiesa dal potere liturgico
, cioè da una liturgiaautoreferenziale, che pretende la solennità esteriore. Celebra in modosemplice, con paramenti semplici, con il commento diretto ecomprensibile del Vangelo. Ci pare importante ricordare la sua sceltamolto significativa di celebrare ogni mattina l’Eucarestia a SantaMarta, con la comunità che si raccoglie, non nella cappella privatacome i suoi predecessori, di aprire il Vangelo e commentarlo. Si puòdire che questa modalità di essere non riguarda le singole giornate, mal’intero progetto di Chiesa: Vangelo e vita, vita e Vangelo. Lasemplificazione nel senso positivo di avvicinarsi alle dimensioni piùimportanti, a quelle del mistero è criticata da coloro che, funzionaridella religione, attendono il palcoscenico per l’esibizione.
Papa Francesco non ha certo bisogno della nostra difesa; noi ancora unavolta vogliamo pubblicamente dichiarare che camminiamo con lui perriformare la Chiesa. Fra le altre scorgiamo la motivazionefondamentale: lui ha parlato nuovamente al mondo di Dio, del Dio diGesù che è misericordia, che è attento, si prende a cuore e si prendecura di tutte le persone qualsiasi siano le loro situazioni econdizioni. E’ questo il fondamento della “rivoluzione”, proprio perchéla vera, grande questione riguarda Dio, la sua immagine, la suapercezione! Quale Dio dunque, dato che così facilmente oltre a poteressere insignificante è così spesso strumentalizzato per legittimarecapitalismo, violenze, armi, guerre, razzismo, distruzionedell’ambiente?
Gesù di Nazaret ci libera da ognipossibile strumentalizzazione di Dio: il Vangelo delle Beatitudini el’invito perentorio a riconoscerlo e ad accoglierlo nel più piccolo deifratelli in difficoltà sono inequivocabili e non ammettono alibi.
LA QUESTIONE DEI MIGRANTI
Già nella lettera dello scorso Natale abbiamo condiviso con voi alcuneriflessioni sulla questione che non è una tra le importanti, bensì lapiù importante, quella decisiva, dirimente ogni altra anche perché neassume in sé altre importanti, che sono le cause strutturali dellemigrazioni forzate: impoverimento, dittature, violazione dei dirittiumani, armi, guerre, disastri ambientali. Ricordiamo alcuneconnotazioni fondamentali: le migrazioni, sempre costanti nella storiadell’umanità, oggi hanno assunto una dimensione planetaria.
Coloro che giungono fra noi cirivelano qual è la situazione del mondo; chi sono loro; chi siamo noi:quali sono la nostra sensibilità, la nostra cultura, etica, politica,legislazione; qual è la nostra fede; ci rivelano la nostra storia
.Un esempio: mai si ricorda negli incontri, tanto meno nei tantistrumentali dibattiti televisivi, che gli italiani del fascismo hannousato i gas in Etiopia e bruciato nelle loro capanne donne e bambini.Quando arrivano oggi gli etiopi, dovremmo abbassare lo sguardo, provarevergogna e chiedere profondamente perdono. E’ fondamentale lo sguardosu coloro che arrivano perché questo esprime i vissuti e i pensieri delcuore.
Perché nei paesi poveri dell’Africa, come ad esempio l’Uganda o inaltri come il Pakistan o il Bangladesh, si accolgono i profughi con lerisposte precarie possibili, senza muri, fili spinati, avversionepregiudiziale e altrettanto non avviene in Europa, in Italia, in FriuliVenezia Giulia e nel Veneto? Non intendiamo nascondere le complessità,ma questo non ci esime dall’esprimere un giudizio severo sulleistituzioni, sulla politica, sulla mentalità diffusa in una parte dellapopolazione, sugli inquietanti e pericolosi segnali di modi di pensaree di agire, come quelli dei gruppi neofascisti, che esprimono odio epretendono che le persone diverse, in particolare i migranti, non sianopresenti fra di noi. Il nostro paese al riguardo ha una memoria storicadolorosa se pensiamo alle leggi razziali del 1938.
L’Europa ha dimostrato il suo volto peggiore; l’Italia ha il grandemerito di aver salvato in mare decine e decine di migliaia di persone,ma non ha potuto evitare, anche perché lasciata sola, che in questianni nel Mediterraneo i morti siano oltre a 40 mila. Durante la scorsaestate abbiamo constatato la criminalizzazione delle ONG, in generaledella solidarietà e le scelte politiche del governo italiano neiconfronti delle quali esprimiamo tutta la nostra contrarietà: per lemodalità, i finanziamenti a gruppi motivati unicamente da interessieconomici, le conseguenze di far continuare la prigionia dei migrantinei lager della Libia o di farli in essi ritornare, con torture eangherie di ogni genere e anche, come è stato documentato ultimamente,con la tratta degli schiavi. Il fatto che i migranti non arrivino oarrivino in numero minore si è trasformato in un cinico sollievo di unaparte della popolazione italiana.
La contrapposizione all’approvazionedello
ius soli
temperato cipare veramente pretestuosa, faziosa, senza fondamenti credibili, unpretesto per l’avversione
. Ci soffermiamo un momento sullasituazione delle regioni del nordest, con attenzione alla nostra, perrimarcare alcuni atteggiamenti e situazioni concrete che ci hannoaddolorato e sdegnato. Ci chiediamo: perché la memoria storicadell’emigrazione di decine e decine di migliaia di emigranti friulani egiuliani insegna così poco? Perché la memoria storica dellastraordinaria solidarietà vissuta nel dopo terremoto non si trasformain sensibilità dell’accoglienza?
E’ per noi sconcertante chel’annunciato arrivo di 10, 15, 18, 25 persone in un paese suscitireazioni viscerali di rifiuto a prescindere. E questo con l’invocazionedella identità, della cultura, dell’essere a casa propria, dell’esserecristiani e cattolici
. Certamente le istituzioni e la politicahanno le loro responsabilità nel non progettare, informare,predisporre, accompagnare, sostenere. Ma
ugualmente queste reazioni di emotività irrazionale attengonoall’antropologia, al nostro essere donne e uomini, in relazione con glialtri, nella storia in divenire. A proposito di progetti, nella Letteradi Natale 2016 ci siamo permessi di indicare le zone di montagna comepossibilità di inserimenti progettuali di migranti a beneficio di tutticon il coinvolgimento di italiani. Auspichiamo che la politicafinalmente possa porre attenzione a queste prospettive a cominciare daiprogrammi delle prossime elezioni con l’impegno di attuarli.
Sentiamo l’esigenza di un salto dispiritualità incarnata nella storia, di cultura, di ripresa dei dirittiumani fondamentali, di una politica seria che assuma le questioni e nonle faccia diventare motivo di contesa e di lotta, senza costruirepossibili risposte positive
. Le paure indotte da diverseconcause, i problemi sociali irrisolti degli italiani favoriscono unconflitto con chi arriva e l’indicazione di loro come responsabili deiproblemi e delle mancate soluzioni. Papa Francesco nel messaggio per lacelebrazione della 51a Giornata Mondiale della Pace, il 1o gennaio2018, propone a tutta l’umanità una riflessione su migranti erifugiati: “Uomini e donne in cerca di pace” ricordando che “quantifomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici,anziché costruire la pace seminano violenza, discriminazione razziale exenofobia, che sono fonte di grande preoccupazione per tutti coloro chehanno a cuore la tutela di ogni essere umano” e indica le quattropietre miliari per l’azione: “accogliere, proteggere, promuovere,integrare”.
Se poi nella nostra Regione si verificano in continuità con gli anniprecedenti situazioni, come avvenuto nel periodo appena trascorso, dipersone che dormono all’addiaccio (stranieri e italiani), a Pordenone,Trieste, Udine, Gorizia, della scandalosa condizione di coloro che inquesta città hanno trovato l’unico riparo nella Galleria Bombi, allorasignifica che ci sono carenze e inadempienze a livello strutturale.
Quella in cui stiamo vivendo è unasituazione nuova in cui si prepara una nuova umanità di convivenza frale persone diverse: dipenderà anche dalle scelte di oggi la qualitàdella convivenza del futuro.
ATTENZIONE E PREMURA NEI CONFRONTI DEI POVERI, DEI DIVERSI, DEICARCERATI
Ci sentiamo preoccupati e addoloratiper la mentalità che si diffonde nella nostra società di indifferenza edisprezzo nei confronti delle persone etichettate come diverse, delfastidio che si manifesta nei confronti dei deboli e dei poveri, dellamentalità escludente e vendicativa nei confronti dei carcerati
.
Ogni volta che questo accade nelle città e nei paesi, constatiamo chevengono stracciate la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo,la nostra Costituzione, il Vangelo di Gesù di Nazaret, i principiispiratori delle diverse religioni.
Avvertiamo urgente e indispensabile una rinascita spirituale profonda,la crescita della cultura e della pratica dei Diritti Umani, ilriferimento al Vangelo
accolto in tutta la sua provocazione, il suo sostegno e conforto. Inparticolare, per quanto riguarda i carcerati, da tempo abbiamo appresola Dichiarazione che “la civiltà di un paese si misura dalle condizionidelle carceri”. Applicata all’Italia ci lascia sgomenti. La certezzadella pena è indubbiamente importante ma non può significare lasepoltura delle persone nella colpa in situazioni di disumanità, bensìconfigurare percorsi rieducativi come afferma la Costituzione, umani eumanizzanti.
VIVERE E MORIRE CON DIGNITÀ
Desideriamo condividere con voi alcune considerazioni sul vivere emorire con dignità, suggerite dall’incontro con le storie di sofferenzadi tante persone e anche dalle recenti riflessioni di papa Francesco edalle dichiarazioni di Michele Gesualdi, discepolo di don LorenzoMilani, uomo di fede e di servizio agli altri.
La questione è molto delicata perché in essa si concentrano dimensionidiverse. Ogni persona umana deve essere sempre rispettata nella suadignità e libertà, nella sua storia e nelle situazioni di sofferenza emalattia. Quando queste diventano estreme, il rispetto richiede il nonaccanimento terapeutico, l’assecondare la volontà del malato e dei suoifamigliari. Così papa Francesco: “... occorre un supplemento disaggezza perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere contrattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora nongiovano al bene integrale della persona.”
Già Pio XII, 60 anni fa, in un discorso ad anestesisti e rianimatori,ha affermato che non c’è l’obbligo di impiegare sempre tutti i mezziterapeutici potenzialmente disponibili e che, in casi ben determinati,è lecito astenersene. Ancora papa Francesco: “E se sappiamo che dallamalattia non possiamo sempre garantire la guarigione, della personavivente possiamo e dobbiamo sempre prenderci cura: senza abbreviare noistessi la sua vita, ma anche senza accanirci inutilmente contro la suamorte”. Nessuno deve sollecitare o indurre a morire qualcuno edegualmente nessuno deve costringerlo a vivere in condizionidisumanizzanti.
Siamo anche favorevoli all’autodeterminazione della persona malataespressa in condizioni di buona salute o nella situazione disofferenza; se questo non è possibile tramite un’altra personadelegata. Qualcuno osserva che l’autodeterminazione si porrebbe controDio che ci ha donato la vita.
Consideriamoche il dono della vita comporta libertà e responsabilità.L’autodeterminazione non è quindi contro Dio ma invece può esserevissuta di fronte a Lui, in dialogo con Lui, affidandosi pienamente aLui, anche perché la vita non è l’assoluto biologico della stessa e noisaremo accolti nel suo Mistero di vita
.
Speriamo quindi che la legge sulbiotestamento, passata alla Camera e ora ferma al Senato, sia stataapprovata quando questa nostra lettera sarà pubblica, se non lo fossesarebbe un segno negativo.
LE RAGIONI DELLA SPERANZA
E’ possibile sperare? Quali le motivazioni, quali le ragioni? E’possibile scorgendo quotidianamente fra le tribolazioni, i dolori, lediverse difficoltà
i segni positividi persone, di gruppi, di comunità che, animati da ideali, da fede,dalla disponibilità alla concreta prossimità, si dedicano con passione,gratuità e perseveranza
. Insegnanti, amministratori,professionisti, medici, infermieri che vivono la loro competenza inmodo veramente umano; tante persone coscientemente volontarie. E questoin ogni parte del mondo. Consideriamo un segno di speranzal’assegnazione del Nobel per la Pace 2017 a ICAN per la campagnainternazionale per l’abolizione delle armi nucleari.
La prossima memoria viva del Natale è motivo di speranza. Gesù diNazaret è venuto, uomo fra noi, per annunciare la speranza del Regno diDio, di una nuova umanità di fratelli e sorelle, di giustizia e dipace: questo è il sogno di Dio sull’umanità; Lui ci propone dicoinvolgerci per contribuire a realizzarlo, assicurandoci la suapresenza come riferimento, guida e sostegno.
Il bambino del Natale è l’incarnazionedi Dio, che ha scelto la carne dei poveri e che nella carne dei poveriverrà ucciso, che ci giudicherà sui nostri atti di solidarietà neiconfronti dei poveri. Vivente oltre la morte, ci accompagna, come i dueviandanti di Emmaus, oggi sulle strade delle nostre vite
. Lamemoria viva dell’autentico Natale ci dice che le speranze che piùsembrano impossibili sono rese possibili da Dio, dalla fiducia in Luinel credere che questo può avvenire ogni giorno.
Questa speranza assume tutte quelleche nascono dal dolore, dalla fame e sete di giustizia, non può cheessere una speranza condivisa con gli altri, che ci avvicina comefratelli e sorelle, come compagni nel cammino della vita.
I preti firmatari:
Pierluigi Di Piazza, FrancoSaccavini, Mario Vatta, Pierino Ruffato, Paolo Iannaccone, GiacomoTolot, Piergiorgio Rigolo, Renzo De Ros, Luigi Fontanot, Alberto DeNadai, Albino Bizzotto, Antonio Santini.
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA
Noi firmatari della lettera di Nataleinvitiamo tutte le persone, della nostra Regione e anche di altre, didiverse ispirazioni e percorsi, che hanno a cuore l’insegnamento dipapa Francesco e le riflessioni proposte in questa lettera apartecipare a una pubblica assemblea che intitoliamo
“Una rinnovata passione per Dio e perl’uomo insieme a papa Francesco”
che si svolgerà nel Centro diaccoglienza e di promozione culturale “Ernesto Balducci” di Zugliano(Udine)
Sabato 17 febbraio 2018 dalle ore 9.30alle 16.00
L’assemblea è aperta a tutti, la partecipazione è libera. Sarà resonoto successivamente il programma dettagliato della giornata. Si chiedela cortesia di segnalare la propria presenza personale o del gruppo ecomunità di appartenenza, indicando possibilmente il numero dellepersone partecipanti,
scrivendo otelefonando alla segreteria del Centro Balducci entro mercoledì 31gennaio
.
E-mail:
segreteria@centrobalducci.org
Telefono: 0432-560699
Clicca QUI perscaricare la lettera in pdf
(262 KB)
Vedi anche
Lettera di Natale 2014
Lettera di Natale 2015
Lettera di Natale 2016
17/02/2018
“UNA RINNOVATA PASSIONE PER DIO E PER L’UOMO” insieme a papa Francesco