Convegni

THE RIGHT TO HAVE RIGHT

34° Convegno

Settembre 2026 - Gennaio 2027

 
Presentazione
«Le guerre nascono nelle menti degli esseri umani ed è nelle menti degli esseri umani che le difese della pace devono essere costruite». Le parole dell’Atto costitutivo dell’UNESCO aprono il 34° Convegno del Centro “Balducci” con una domanda urgente: che cosa resta dei diritti quando la forza pretende di sostituirsi alla giustizia e il potere decide chi può averne?

Abbiamo voluto che in questo tempo inquieto risuonasse la voce di Bob Marley e di Get Up, Stand Up, scelto come filo conduttore del Convegno: un inno universale alla resistenza, alla giustizia sociale e alla difesa dei diritti umani. Alzati. Prendi posizione. Non restare inerte davanti all’ingiustizia. Il brano ci ricorda che la libertà non è un dono che possiamo attendere passivamente, ma una conquista da custodire e difendere, soprattutto quando il potere, la violenza o l’indifferenza pretendono di renderci spettatori. È un invito a risvegliarsi da ogni forma di oppressione, spirituale, economica o politica, e a ritrovare la responsabilità di ciascuno nel dire “no” alla prepotenza.

Get Up, Stand Up: è questo lo spirito che ci accompagna: non rimanere immobili quando qualcuno viene privato dei propri diritti; non accettare che l’ingiustizia diventi normalità; non lasciare che il silenzio diventi complicità.

E, a chiudere idealmente il cerchio, aggiungiamo noi un terzo imperativo: Speak Up. Rompi il silenzio. Prendi parola. Perché i diritti non si difendono da soli e la libertà non vive senza persone disposte a difenderla.

Guerre, genocidi, riarmo, nazionalismi, frontiere chiuse, disuguaglianze e nuove forme di autoritarismo erodono di fatto la democrazia e restringono lo spazio della dignità e della 
libertà.

In questo scenario, il Convegno rimette al centro ciò che non può essere negoziato: ogni persona ha diritto ad avere diritti.
Certo, ai diritti corrispondono responsabilità e doveri verso gli altri e verso la comunità. Ma non può esserci libertà senza diritti, né può esserci vera giustizia se i diritti vengono riconosciuti soltanto ad alcuni, mentre ad altri vengono negati o subordinati alla forza, all’appartenenza o all’interesse del più potente. I diritti umani non sono concessioni dei Governi, privilegi delle maggioranze o ricompense per chi appartiene a una comunità: sono il presupposto della libertà e della giustizia, il fondamento della convivenza e valgono per tutti, soprattutto per chi è più vulnerabile, invisibile o senza voce.

Le varie sessioni del Convegno affronteranno alcune questioni decisive del presente: la crisi degli Organismi internazionali, gli attacchi alla Corte penale internazionale, la delegittimazione dell’ONU, il diritto d’asilo e le politiche migratorie, il diritto alla 
salute, la libertà d’informazione, la democrazia, il riarmo e la minaccia nucleare, il nuovo decreto sicurezza. Alle analisi si affiancheranno le testimonianze di chi racconta la vita dei senza voce e degli scartati, di chi difende la verità e la giustizia, di chi 
opera nei territori di guerra o vive l’esilio, la discriminazione e la privazione della libertà.

Tra i temi vi è la libertà dell’informazione, condizione essenziale per una democrazia viva e consapevole. In questo quadro, il richiamo all’European Media Freedom Act è particolarmente importante in quanto mira a tutelare il pluralismo, l’indipendenza 
editoriale e la protezione dei giornalisti dalle pressioni politiche ed economiche. La sua piena applicazione riguarda l’intera società. Senza un giornalismo libero, autonomo e capace di indagare il potere, anche la democrazia si indebolisce. Difendere la libertà di stampa significa difendere il diritto dei cittadini a essere informati, a formarsi un’opinione e a partecipare consapevolmente alla vita pubblica.

Il rapporto tra diritti, memoria e territorio troverà un’espressione concreta nella mostra itinerante The Garden of the (In)visibles. 
Nata da una ricerca antropologica sulle migrazioni lungo le frontiere tra Italia, Slovenia e Croazia e giunta, nel suo percorso europeo, anche a Pozzuolo del Friuli, raccoglie gli oggetti abbandonati lungo le rotte migratorie e li trasforma in tracce di vite, identità e speranze. Ciò che rischia di essere ignorato diventa memoria condivisa.

Un ulteriore appuntamento sarà dedicato al diritto di voto delle donne, attraverso la visione del film di Paola Cortellesi C’è ancora domani. La proiezione offrirà l’occasione per riflettere, con il linguaggio del cinema, sul lungo cammino di emancipazione femminile e sul significato della conquista del voto: un diritto che non riguarda soltanto la partecipazione elettorale, ma la piena cittadinanza delle donne e il loro riconoscimento come soggetti della vita democratica.

Quest’anno il Convegno assumerà un rilievo particolare perché figura tra le cento tappe del Giro d’Italia per la Pace, promosso dal Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani, dalla Rete nazionale delle Scuole di Pace e dalla Fondazione PerugiAssisi per la cultura della Pace. Il Centro Balducci entra così in un itinerario nazionale che unisce territori, istituzioni, scuole e cittadini. La pace e i diritti verranno portati nello spazio pubblico, là dove devono essere riconosciuti e difesi.

Il 15 ottobre, a Udine, questo percorso avrà uno dei suoi momenti più significativi: le Consulte dei Consigli comunali dei ragazzi insieme ai sindaci o delegati dei Comuni di ambito che avranno aderito all’iniziativa, accoglieranno la Lampada della Pace di Assisi, parteciperanno alla marcia verso il centro della città, presenteranno i propri elaborati e si confronteranno pubblicamente sui diritti. Le Amministrazioni comunali presenti saranno invitate a sottoscrivere la dichiarazione di “Città per la pace” e sarà presentato “Sbellichiamoci”, il programma nazionale di Educazione civica per le scuole di ogni ordine e grado. Un’iniziativa che vuole essere non soltanto un percorso educativo, ma un punto di ripartenza per una società inclusiva e accogliente, capace di riconoscere e valorizzare ogni diversità.

A dare ulteriore forza e significato a questo percorso è il conferimento della Medaglia del Presidente della Repubblica al 34° Convegno. Si tratta di un riconoscimento ufficiale con il quale il Capo dello Stato esprime il proprio personale apprezzamento e la propria adesione ideale a iniziative di particolare rilievo culturale, scientifico, artistico, sportivo o sociale. La Medaglia assume così un valore che va oltre il semplice riconoscimento formale: testimonia l’attenzione e la vicinanza delle più alte istituzioni della Repubblica a un’iniziativa che pone al centro la dignità della persona, la difesa dei diritti umani, la pace e la democrazia. In un tempo nel quale questi valori sono messi in discussione, il riconoscimento del Presidente Sergio Mattarella rappresenta anche un incoraggiamento a continuare a promuovere una cultura capace di custodirli e di renderli vivi nella società.

Protagonisti del percorso saranno, infatti, anche i giovani. Non semplici destinatari, ma persone chiamate a prendere parola. È a loro che consegniamo una cultura dei diritti che affonda le sue radici nella Dichiarazione universale dei Diritti umani e trova una particolare attenzione nella Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza: testi che ci ricordano come dignità, libertà e diritti appartengano a ogni persona, fin dall’infanzia. Il dialogo proseguirà nelle Scuole e nell’Università: dagli incontri con gli studenti degli Istituti secondari di secondo grado alla lezione aperta nell’ambito della formazione universitaria, fino all’appuntamento con gli studenti degli Istituti secondari di primo grado, coinvolti anche in Diritti in gioco!, attività progettata e condotta proprio da giovani universitari.

Get Up. Stand Up. Speak Up.
Alzati. Prendi posizione. Rompi il silenzio.

Dall’invito di Bob Marley a non rimanere inermi, alla responsabilità, che sentiamo nostra, di non lasciare che il silenzio diventi complicità. Perché ogni volta che qualcuno trova il coraggio di rompere quel silenzio, si apre uno spazio nuovo per la libertà, per 
la giustizia e per l’umanità.

Con questo spirito ti auguro un buon Convegno!

Paolo Iannaccone,
presidente del Centro Balducci

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IL LOGO

Il segno dell’incontro

Il logo nasce dall’incontro di due volti: due persone che si riconoscono, si ascoltano 
e scelgono di stare in relazione.
La forma, essenziale e aperta, richiama allo stesso tempo l’icona del dialogo e quella 
di un abbraccio: due dimensioni che raccontano il cuore del 34° Convegno del Centro Balducci.
Perché parlare di diritti umani significa, prima di tutto, parlare di persone. E significa 
riconoscere che nessun diritto può essere pienamente custodito senza una comunità capace di ascolto, dialogo e responsabilità.

I due elementi del segno non sono contrapposti: si incontrano, si sostengono, si fanno spazio. È un incontro che diventa sostegno, e un sostegno che diventa difesa della dignità e dei diritti di ciascuno.
In un tempo segnato da esclusioni, conflitti e nuove forme di fragilità democratica, il logo diventa così una piccola sintesi visiva del tema del Convegno: dai diritti alla cittadinanza, dalla cittadinanza alla democrazia, attraverso la relazione tra le persone.
Un segno semplice, perché l’incontro possa tornare a essere semplicemente il gesto più necessario.
Mariella - Malù Web Agency

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Con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Con il patrocinio del Comune di Pozzuolo del Friuli
Con il patrocinio del Comune di Udine

 

Vedi anche

Contatti

  • Piazza della Chiesa, 1 - 33050 Zugliano (Udine)
  • segreteria@centrobalducci.org
  • 0432 560699

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