La retorica dei “quattro papi”, duein cielo e due in piazza san Pietro, ha dominato la rappresentazionemediatica delle canonizzazioni papali del 27 marzo; ma non si potrebbecapire il significato profondo di tale evento se si restasse allasuperficie della sua spettacolarità e non si entrasse nel clima diestrema discrezione e intensità che papa Francesco ancora una volta hasaputo creare nella piazza, e di cui è stata espressione laessenzialissima e scarna omelia da lui pronunciata al Vangelo.